Digitale terrestre nuovo: reali cambiamenti. Incentivi e bonus tv da subito disponibili

Cambiare televisore o mantenerlo e acquistare un più economico decoder? Ecco a cosa stare attenti e quali sono le date importanti da segnare sul calendario.

Quali soo i reali cambiamenti che occorrerà apportare, quando e come per il nuovo digitale terrestre e la dsiponibilità per gli incentivi e bonus tv, ma che sono oggetto già di polemica

Arriverà presto il momento di cambiare televisore per adeguarlo al digitale terrestre di seconda generazione. Il governo prova a dare una mano mettendo sul piatto 100 milioni di euro in contributi. Si tratta di uno sconto per l'acquisto di apparecchiature di ricezione televisiva per il passaggio al nuovo standard DVB-T2 dal primo luglio 2022. Due le caratteristiche di base: l'agevolazione potrà essere sfruttata per l'acquisto di un televisore o di un decoder. In seconda battuta, in attesa del via libera definitivo al testo che non arriverà prima della fine dell'anno con l'approvazione della manovra, ciascuna famiglia potrà fruire di un solo bonus. Significa che anche nel caso di più televisori bisognosi dell'aggiornamento o comunque della sostituzione, il contributo ammesso è per un solo apparecchio.

Quali sono i televisori di cambiare

Ci sono molte similitudine con quanto è accaduto una manciata di anni fa con il passaggio dall'analogico al digitale e il bivio che si è presentato di fronte agli italiani: cambiare televisore o mantenerlo e acquistare un più economico decoder? Il bonus riguarda allora l'adeguamento dei televisori in vista dello switch off del digitale terrestre attualmente in uso, dovuto al trasferimento delle frequenze per il servizio di telefonia mobile 5G. Ma quali sono i televisori che andranno sostituiti? Non tutti, naturalmente. Numeri alla mano, le previsioni indicano che circa 40 milioni di televisori sono destinati a diventare obsoleti e quindi da cambiare. Di certo si tratterà di una spinta di rilievo per un settore un po' statico da alcuni anni nonostante le innovazioni degli ultimi anni.

Ci sono due date da tenere presente: la prima è quella del primo luglio 2016. Se il televisore che abbiamo in casa è stato acquistato dopo questo giorno, le possibilità che supporti il nuovo digitale terrestre sono poche. Si tratta infatti di una data spartiacque: dal primo luglio dello scorso anno tutti i televisori venduti dai produttori ai negozianti devono avere un sintonizzatore per ricevere programmi in tecnologia DVB-T2 con supporto al codec HEVC (High Efficiency Video Coding), che supporta l'ultra definizione delle immagini (fino a 8.192 × 4.320 pixel). La seconda è il primo gennaio 2017. Da quest'anno è infatto in vigore l'obbligo per i negozianti di vendere esclusivamente televisori già compatibili con il digitale terrestre di seconda generazione. La sigla da leggere nell'etichetta delle specifiche tecniche è dunque DVB-T2 e dunque non DVB-T.

Switch off al nuovo digitale terrestre entro il 30 giugno 2022

È allora nella manovra lo switch off al nuovo digitale terrestre e c'è anche una data, quella del 30 giugno 2022, per la transizione alla nuova modalità che dovrebbe rendere obsoleti quasi tutti gli apparecchi televisivi. Viene infatti previsto che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni approvi entro il maggio del prossimo anno un nuovo piano di assegnazione delle frequenze che avverrà zona per zona con gradualità. I diritti d'uso delle frequenze attribuiti agli operatori sono convertiti, secondo quanto messo nero su bianco, in diritti d'uso di capacità trasmissiva in multiplex nazionali di nuova realizzazione in tecnologia DvBT2, il digitale terrestre di seconda generazione, una tecnologia considerata salvaspazio. Il piano prevede anche la riforma completa della numerazione unica, il cosiddetto LCN che è a oggi oggetto di contenzioso, che indica la posizione nel telecomando delle varie reti. Il passaggio allo standard DVB-T2 libera le frequenze mobili della banda 700, ovvero quelle comprese tra i 694 e i 790 MHz.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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