Energia, strategia nazionale Italia, fine carbone entro il 2025 e incentivi auto

La Strategia energetica nazionale prevede la presenza quasi 5 milioni di auto elettriche sulle strade italiane entro il 2030. Ecco cosa prevede il piano del governo.

Molto interessante la strategia energetica nazionale che verrà portata avanti e appena decisa dall'Italia. Non mancano le critiche, ma alcunid ati paiono interessanti come obiettivi

C'è il via libera alla Strategia energetica nazionale elaborato dai Ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente. Il decreto è stato ufficialmente firmato e prevede un piano di investimenti per 175 miliardi di euro al 2030 tra reti, infrastrutture, fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Sarà la volta buona? Un segnala lascia immaginare come la risposta possa essere affermativa. La fissazione di date ben precise, come quella di uscita dal carbone: il 2025. Se poi saranno rispettate queste scadenze è tutto naturalmente da verificare con il tempo. Ma si tratta comunque di importanti punti fermi da cui non si scappa. E a proposito dei 175 miliardi di euro, utili anche per dare una rinfrescata al settore auto, con tanto di rilancio delle auto elettriche la Sen prevede stanziamenti pari a

  1. 30 miliardi di euro per reti e infrastrutture di gas ed elettrico
  2. 35 miliardi di euro per fonti rinnovabili
  3. 110 miliardi di euro per l'efficienza energetica

Rinnovare il parco vetture con più auto elettriche

Innanzitutto i numeri: quasi 5 milioni di auto elettriche sulle strade italiane entro il 2030. Per raggiungerlo la Strategia energetica nazionale prevede diverse strade, ma come precisato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, gli incentivi alla vecchia maniera non bastano. Insomma, nessuna rottamazione vecchio stile, ma transizione graduale e ragionata, anche attraverso incentivi, verso diversi nuovi modelli di auto alimentati non solo in maniera elettrica, ma anche a gas, oltre i mezzi ibridi. La Sen prevede la promozione, in linea con la normativa europea, del passaggio verso tipologie di carburanti a bassa emissione di gas serra durante il ciclo di vita e a basso consumo di suolo. Sia per gli obiettivi rinnovabili sia per l'efficienza energetica, è atteso un forte ampliamento nel lungo termine del mercato mondiale dell'auto elettrica.

Fonti rinnovabili elettriche: cosa prevede la Strategia energetica nazionale

Un passaggio del documento merita di essere sottilineato: la Strategia energetica nazionale prevede lo sviluppo di stazioni di ricarica veloce di auto elettriche e di punti di rifornimento di Gnl (Gas naturale liquefatto) e Gnc (Gas naturale compresso) anche nelle aree di servizio autostradali, sia con interventi a carico dei sub-concessionari, sia mediante iniziative di cooperazione con soggetti privati interessati al settore, in modo da consentire la percorrenza completa del territorio peninsulare da parte dei mezzi pesanti alimentati a Gnl. Sullo stretto versante delle fonti rinnovabili elettriche, la Sen prevede

  1. Fotovoltaico ed eolico: quasi competitivi, guidano la transizione
  2. Idroelettrico: si punta principalmente a mantenere in efficienza l'attuale parco impianti, cui si aggiunge un contributo dai piccoli impianti
  3. Bioenergie: programmate verso usi diversi, come il biometano nei trasporti, per ottimizzare le risorse. Favoriti i piccoli impianti connessi all'economia circolare
  4. Altre tecnologie innovative: sostegno con strumenti dedicati
  5. Strumenti: aste tecnologicamente neutre per grandi impianti fino al 2020, in seguito, contratti di lungo termine fra produttori e consumatori. Per i piccoli impianti, incentivi dedicati e abilitazione all'autoconsumo diffuso

Come fa notare il Ministero dello Sviluppo economico, l'Italia presenta performance elevate in termini di efficienza energetica rispetto agli altri Paesi europei. L'obiettivo della Strategia energetica nazionale è favorire le iniziative per la riduzione dei consumi col miglior rapporto tra costi e benefici per raggiungere nel 2030 il 30% di risparmio rispetto al tendenziale fissato nel 2030, e di dare impulso alle filiere italiane che operano nel contesto dell'efficienza energetica come edilizia e produzione ed installazione di impianti.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


Torna su