Enel, piano per 7mila colonnine di ricarica entro il 2020 per auto elettriche

La società energetica installa nuove colonnine di ricarica, crea un polo tecnologico per la mobilità elettrica, ma dice no agli incentivi per le auto elettriche.

Enel ha deciso di accelerare sul mercato delle auto elettriche e lo fa intervenendo con decisione su uno degli aspetti più delicati ovvero quello della ricarica dei mezzi, strettamente legato alla durata della batteria. Se nel medio periodo l'obiettivo è installare 7.000 colonnine di ricarica entro il 2020, da raddoppiare nei due anni successivi, la stretta attualità passa da un gesto che è anche simbolico: cominciare questo percorso da un autodromo, quello di Vallelunga, che si trova a 40 chilometri da Roma. Proprio qui intende dare una scossa e un segnale al comparto con la creazione del polo tecnologico per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni per la mobilità elettrica. Si tratta della prima esperienza di questo tipo in Italia e si pone come aggregatore di istituti di ricerca e start up che operano nel settore.

Come funzionano le nuove colonnine di ricarica

L'appuntamento di Vallelunga è stato duque strategico per fare luce sulle strategie di Enel ovvero sulle caratteristiche tecniche delle 7.000 colonnine di ricarica per mezzi elettrici che faranno sentire un po' più al sicuro gli automobilisti italiani. La maggior parte di loro sarà installata nelle aree cittadine, e solo il 20% su autostrade e grandi arterie per i lunghi viaggi. Una scelta non proprio casuale perché una ricerca sulle abitudini degli italiani ha svelato che l'87% degli spostamenti quotidiano ha una percorrenza inferiore ai 60 chilometri. A ogni modo, saranno impiegate

  1. le colonnine Quick da 22 kW nelle aree urbane,
  2. le colonnine Fast (50 kW) e Ultra Fast (150 kW) per la ricarica veloce sulle strade extraurbane.

Si andranno ad aggiungere alle 900 colonnine collegate alla piattaforma cloud Electric Mobility Management con cui gestire in remoto e monitorare l'auto. Le infrastrutture di ricarica sono adesso concentrate nei centri urbani e l'autonomia dei veicoli elettrici è di circa 150 chilometri. A oggi l'Italia è il secondo Paese in Europa per densità di auto circolanti, ma il parco veicoli è tra i più anziani in Europa: una su tre ha circa 10 anni ed è inquinante e poco sicura.

Incentivi per l'auto elettrica: Enel dice no

Particolarmente interessante si sta poi rivelano il dibattito sull'opportunità di introdurre incentivi statali all'acquisto di auto elettriche, nella scia di quanto fatto in passato con i mezzi alimentati tradizonalmente. Ebbene, un po' a sorpresa, lo stesso Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale di Enel, frena rispetto a questa eventualità, considerata un po' vecchiata. A suo dire risponde a logiche superate, forse perché per troppo tempo il mercato delle auto ha goduto e si è adagiato sull'aiuto esterno. A suo dire, si rivelano più efficaci altri strumenti e maggiormente efficaci nella vita di tutti i giorni Come accesso al centro e parcheggi dedicati, ma anche agevolazioni in favore di chi utilizza mezzi ecologici sotto forma di eliminazione di qualcuna delle tante tasse a cui è soggetto il contribuente. Anche senza citarla, il bollo auto potrebbe essere una di queste.

Su un punto sono invece tutti d'accordo: la mobilità elettrica produce benefici in termini di riduzione delle emissioni nocive di anidride carbonica. Inoltre l'auto elettrica abbatte il rumore e azzera le emissioni inquinanti a livello locale. L'amministratore delegato Starace prova ad allargare lo sguardo e a suo dire per fermare il mutamento climatico non è sufficiente aumentare la quota rinnovabili. La Strategia energetica nazionale dovrebbe dare qualche risposta concreta dal punto di vista di spinta alla mobilità alternativa.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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