Finanziaria: scompare il taglia dell'Irap, spese locali ridotte del 6%

Nella legge finanziaria in preparazione non sarebbe contemplato il taglio dell'Irap, mentre la stangata per gli enti locali si aggirerebbe sul 6,7% delle spese correnti.

Nella legge finanziaria in preparazione non sarebbe contemplato il taglio dell'Irap, mentre la stangata per gli enti locali si aggirerebbe sul 6,7% delle spese correnti.

 Stando ad alcune indiscrezioni trapelate dal ministero del Tesoro, dove lo staff del ministro Tremonti è al lavoro per mettere a punto la manovra economica, la graduale eliminazione del tributo a partire dal costo del lavoro per un valore, nel 2006, di 2 miliardi prevista dall'ex ministro Domenico Siniscalco, verrebbe sostituita dall'alleggerimento di un punto percentuale del cuneo contributivo per il valore di circa 2 miliardi.

Una mezza conferma che il governo si stia muovendo in questa direzione arriva dal sottosegretario all'Economia Michele Vietti, che ha anche anticipato che la manovra complessiva sarà di circa 22,5 miliardi di euro.

"Tagliare il costo del lavoro dalla base imponibile Irap non è così lontano da tagliare il cuneo contributivo - sottolinea l'esponente dell'Udc - Se poi si sceglie una cosa o l'altra non sarebbe così scandaloso". "Il limite del taglio Irap - spiega ancora - era la sua incidenza a pioggia mentre andrebbe finalizzato agli investimenti. Se invece dell'Irap si taglia il cuneo le nostre preoccupazioni diminuiscono".

Per quanto riguarda le coperture Vietti sostiene che saranno trovate "con tagli alla spesa amministrativa", mentre sul versante delle entrate "nello schema non ci sono le rendite finanziarie". La scure dovrebbe cadere sulle spese correnti degli enti locali, decuratandole di un secco 6,7%.


Ai Comuni che collaborano nella lotta all'evasione fiscale dovrebbe andare però un premio del 30% sulle somme effettivamente recuperate.

Tra le novità della Finanziaria ci sarebbero anche i 400 milioni di risorse aggiuntive che serviranno per far partire il Fondo di garanzia per le imprese previsto dalla riforma del Tfr.

Sarebbero tramontate inoltre anche le ipotesi di un innalzamento delle pensioni sociali, attualmente fissate a 516 euro, e la gratuità dei libri di testo nelle scuole dell'obbligo. A sostegno della famiglia dovrebbe arrivare invece circa un milione di euro da destinare a maggiori detrazioni Irpef per i figli a carico.

 "Resta ferma - sottolinea Vietti - la richiesta di incrementare gli stanziamenti per le famiglie rispetto alla vecchia bozza". Secondo il sottosegretario "la bozza definitiva sarà pronta giovedì e sarà grosso modo dello stesso importo della precedente, 22,5 miliardi". "Ci stiamo ragionando - aggiunge ancora Vietti - e c'è lo 0,8 che vale 11,5 miliardi; 4 miliardi di spese incomprimibili; 4 miliardi di incentivi alle famiglie, alle imprese e allo sviluppo e 3 miliardi di 'Lisbona'".

Non verrebbe toccata neppure la spesa sanitaria. Questo, perlomeno, è quanto avrebbe assicurato li ministro Tremonti al collega della Salute Francesco Storace. "Anzi - precisa l'esponente di An - sulla sanità si continuano ad investire molte risorse e ci sarà un aumento del Fondo, oltre a risorse per risolvere la questione degli specializzandi.
(AGE) ANDREA NUNZIATA








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su