Coldiretti: si riduce la spesa per gli alimentari, ma gli italiani dicono di mangiare bene lo stesso

“Il 25% degli italiani di età superiore ai 14 anni ha ridotto nell’ultimo anno le spese per mangiare ma paradossalmente il 75% degli adulti afferma di adorare il mangiar bene”.

“Il 25% degli italiani di età superiore ai 14 anni ha ridotto nell’ultimo anno le spese per mangiare ma paradossalmente il 75% degli adulti afferma di adorare il mangiar bene”.

E’ quanto rileva la Coldiretti, in occasione dei dati Istat sulla povertà, sulla base del primo monitor sull’evoluzione degli stili alimentari degli italiani elaborato dalla società Astra. Dalla ricerca - sottolinea la Coldiretti - emerge che se in media un quarto degli italiani ha ridotto nel 2004 le spese per mangiare, un drammatico picco del 38% si registra per gli anziani tra i 55 e i 64 anni nel Mezzogiorno.

A confermare la tendenza ad un contenimento dei costi è la perdita di peso delle marche della grande industria alimentare con il 43% degli italiani che afferma di preferire i prodotti non di marca e che non fanno pubblicità. Siamo però di fronte secondo la ricerca ad un apparente “paradosso sociale” poiché - sostiene la Coldiretti - se da un lato si riduce la spesa per l’alimentazione dall’altro il mangiare e il bere bene divengono sempre più importanti e gratificanti.

Lo dimostra il fatto che - continua la Coldiretti - per la maggioranza degli italiani (55%) il mangiare rende addirittura felici e che solo un italiano su sette sostiene di mangiare solo per sopravvivere. Peraltro sono 9,2 milioni gli adulti che affermano di dare più importanza al cibo rispetto a 2-3 anni fa, un numero superiore a quelli che dicono l’opposto.

E mangiare bene – osserva la Coldiretti - significa per l’80% scegliere i cibi della tradizione o nel 74% quelli “tipici della mia zona” a dimostrazione che esiste una preferenza di massa per alimenti che valorizzano le radici familiari, la cultura locale, il territorio e le proprie origini.


Si tratta - conclude la Coldiretti - della conferma dell’importanza di rafforzare il legame con il territorio della produzione agroalimentare Made in Italy anche attraverso una informazione trasparente sul luogo di coltivazione o di allevamento dei prodotti agricoli impiegati per offrire maggiori garanzie di qualità e di sicurezza alimentare ed ambientale ai consumatori. (AGE) -COM- FRANCESCO AURIEMMA








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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