Professionisti con partita iva, il nuovo volto del precariato: laureati con stipendi da 1000 euro

Professionisti, ma a quali condizioni? Prevalentemente adulti, tra i 30 e i 40 anni e oltre i due terzi sono laureati. Il 40% guadagna meno di 1000 euro al mese...

Professionisti, ma a quali condizioni? La prima indagine fatta in Italia sui collaboratori con partita Iva iscritti al fondo Inps parasubordinati sarà resa nota domani, 20 settembre, in una conferenza stampa promossa da Nidil-Cgil e dall’Ires-Cgil.

La ricerca sarà presentata da Emilio Viafora, segretario generale NIdiL-Cgil, Giovanna Altieri, direttore Ires Cgil, e Fulvio Fammoni, segretario confederale Cgil, presso la sala Santi della confederazione, corso d’Italia 25, alle ore 12. .

Prevalentemente adulti, tra i 30 e i 40 anni, i collaboratori con Partita Iva, quelli privi di un albo o un di ordine professionale di appartenenza, hanno livelli alti di istruzione e di professionalità: oltre i due terzi sono laureati.

La stragrande maggioranza di loro svolge professioni tecniche o intellettuali di medio-alto profilo, coerenti con il proprio titolo di studio. Eppure circa il 40 p.c. guadagna addirittura meno di 1.000 euro al mese.

Inoltre, una quota significativa di questi lavoratori e lavoratrici -anche tra i trentenni- vive ancora con i genitori e la stragrande maggioranza non ha ancora figli. Questa condizione riguarda ben il 60 p.c. delle donne intorno ai quarant’anni.


La maggior parte di loro non ha scelto di aprire la partita Iva. A molti, soprattutto dopo l’introduzione della legge 30 del 2003, è stato invece esplicitamente chiesto dal committente.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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