Influenza aviaria: la Commissione Europea, dopo i controlli, promuove l' Italia

La Commissione Europea promuove l'Italia per i test sui volatili. Insieme a Francia e Germania il nostro paese è tra i primi per numero di controlli. L'Ue pronta a stanziare fondi per la prevenzione della pandemia

L'Italia è fra i primi paesi dell'Unione Europea- insieme a Francia e Germania - per il numero più elevato di test sui volatili (tra pollame e uccelli selvatici) nell'ambito delle misure di prevenzione contro la presenza del virus dei polli. Sono 25.000 in totale i test per cui gli stati membri interessati hanno presentato una domanda di finanziamento all'Unione Europea. Il commissario alla sanità e alla protezione dei consumatori, Markos Kyprianou, ha annunciato inoltre che ora tutti i paesi europei dispongono di piani di sorveglianza nazionale, e potranno contare su un finanziamento di 884.000 euro in un arco di tempo che parte dallo scorso luglio fino a gennaio 2006.

L'Italia, secondo i calcoli della Commissione Europea, avrà a sua disposizione 86.960 euro. Per quello che riguarda poi la vaccinazione, la responsabilità incombe agli stati membri, anche se il commissario Kyprianou ha fatto sapere di voler portare all'attenzione dei colleghi, tra la fine di settembre o e l'inizio di ottobre, un piano per rilanciare il partenariato tra pubblico e privato per incoraggiare gli stati membri ad applicare l'accordo di cooperazione con l'industria, così da avere a disposizione un numero sufficiente di vaccini, qualora fosse necessario.

Sul fronte dell'influenza aviaria, Kyprianou ha precisato poi che è molto importante poter identificare rapidamente la malattia, preparare il personale, controllare le importazioni illegali, fare un'esercitazione per mettere a prova la reazione dei servizi e delle amministrazioni. Per Kyprianou comunque la lotta dell'influenza aviaria deve essere affrontata a monte, quindi anche in Asia. L'auspicio del commissario è infine coinvolgere maggiormente la società civile in questa azione di prevenzione, senza per questo creare allarmismi, coinvolgendo ad esempio i cacciatori europei che possono più facilmente individuare uccelli selvatici morti per cause non chiare, e che potrebbero essere portatori del virus.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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