Rata mutuo non cala nonostante tassi interesse Euribor ai minimi. Proteste consumatori

I tassi della Banca centrale europea scendono ma le rate per i mutui rimangono ferme, cioè alte. Perchè.

Parte dai consumatori la protesta contro le rate del mutuo soggette ai tassi di interesse che non calano nonostante l’Euribor si attesti oggi a minimi livelli. Così, mentre i tassi della Banca centrale europea scendono le rate rimangono ferme, cioè alte.

Il tasso interbancario a tre mesi, infatti,  si è attestato sul 2,692%, che corrisponde al livello più basso dal 10 marzo 2006. Stessa direzione per gli altri tassi: l'Euribor a un mese è al 2,412% e quello a sei mesi al 2,765%. Sembra, dunque, che i tanti titolari di mutuo potranno sentirsi ‘alleggeriti’, considerando la possibilità di una rata che diventerà più bassa.

Ma, per quanto riguarda i nuovi clienti, le banche, denunciano le associazioni dei consumatori, si stanno già attrezzando, con degli spread più alti.  I mutui indicizzati non sono, infatti, legati direttamente al tasso Bce, ma dipendono dall’Euribor, il tasso stabilito da 46 banche europee che rappresenta il costo al quale i principali istituti di credito si scambiano il denaro.

Secondo i consumatori se le banche italiane si adeguassero alla media Ue degli interessi sui mutui, si otterrebbe un risparmio sulle rate da un minimo di 39 euro al mese (468 euro l'anno) fino a 100 euro mensili, con un maggior onere di 1.200 euro l'anno.

Il malcontento dipende, infatti, dal fatto che, in periodi di crisi, come quello forte che il mondo intero oggi sta attraversando, le banche sono restie a concedere prestiti e, dunque, il prezzo aumenta perché il valore dell’Euribor dipende dalla facilità con cui le banche si prestano il denaro.





di Chiara Compagnucci Fonte: pubblicato il


Torna su