Mutui con tassi interessi Bce: da chi potranno essere sottoscritti e a quali condizioni?

Dopo l'approvazine del pacchetto anti crisi, il ministro Tremonti torna sulla questione mutui in Italia.

La questione mutui ancora al centro di dibattiti. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti spiega la soluzione al 4%, contenuta nel pacchetto anti crisi varato venerdì scorso, rivolta a chi ha sottoscritto o intende sottoscrivere un mutuo immobiliare a tasso variabile.

Nel caso in cui il tasso dovesse superare il tetto stabilito, interverrà il Governo ad accollarsi il differenziale, considerando che il riferimento per i mutui sarà il tasso di riferimento per la politica monetaria della Bce. Il provvedimento sembra avere grossi vantaggi. Ma non per tutti.

Chi, infatti, si presenterà in banca a partire da gennaio prossimo, deciso a sottoscrivere un mutuo a un tasso variabile ancorato al saggio refi Bce (attualmente al 3,25%) e non più all'Euribor (attualmente oscillante tra il 3,65% e il 3,95% a seconda della durata) potrebbe non godere di grandi benefici.

Il provvedimento specifica che a partire dal primo gennaio 2009, le banche che offrono alla clientela mutui garantiti da ipoteca per l'acquisto dell'abitazione principale devono assicurare ai medesimi clienti la possibilità di stipulare contratti a un tasso variabile, indicizzato al tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale e della Bce.

Ma anche che il tasso complessivo applicato in tali contratti è in linea con quello praticato per le altre forme di indicizzazioni offerte, per cui ne risulta che il tasso complessivo resterà nella discrezionalità della banca e sarà nella pertinenza del cliente studiare se stipulare mututi in linea con l’Euribor o meno.





di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il


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