L'odissea di Katrina sui blog. Testimonianze e accuse online...

Per raccontare la furia di Katrina e denuciare il tardivo intervento dei soccorsi e delle autorità gli americani hanno utilizzato i blog.

Per raccontare la furia di Katrina e denuciare il tardivo intervento dei soccorsi e delle autorità gli americani hanno utilizzato i blog.

Molti i post dedicati al disastro causato dall'uragano che ha devastato la città del jazz seminando panico e morte.

Tra i messaggi più toccanti è facile trovare testimonianze, foto e appelli per il ritrovamento di parenti e amici dispersi. "Vivo in un quartiere orientale di New Orleans - si legge in un messaggio recapitato da una certa 'Lurwill' all'indirizzo journals.aol.com - e ho bisogno di sapere cosa sta accadendo.

Mi trovo in California per una vacanza, ma mio figlio é rimasto a casa, nell'epicentro della catastrofe. Abitiamo a Browlee Court: sono disperata".

Kaye Trammel insegna a Baton Rouge nell'università della Louisiana, uno degli Stati più colpiti dall'uragano.


Da giorni, é bloccato in casa. L'elettricità è andata via, ma grazie al suo cellulare ieri ha potuto aggiornare il suo blog. Ha raccontato di aver ricevuto un'enorme quantità di e-mail di persone che cercavano di rintracciare loro parenti nelle zone spazzate da Katrina. "In tantissimi - ha annotato sul suo taccuino elettronico - mi hanno però detto di non essere riusciti a raggiungerli telefonicamente".

Prezioso e suggestivo anche il contributo di lrpatton sul suo diario online (journals.aol.com/lrpatton/KatrinaUSA) al cui interno sono state inserite numerose immagini di New Orleans invasa dall'acqua. Un impiegato di Covington, piccolo paesino della Louisiana, rievoca invece il diluvio.

"E' come una cascata o un fiume che si ingrossa", ha scritto John Strain nel suo diario online: "Il rumore, assordante, mi ricorda quanto sono piccolo di fronte a Dio".

Ma non è tutto qui. Online, infatti, si possono trovare anche brevi messaggi di allerta che mettono in guardia circa alcune false e-mail che chiedono soldi per aiutare la popolazione di New Orleans.

Su "journals.aol.com/dailypulseblog" sono raccolte numerose storie di superstiti e immagini di operazioni di salvataggio, su dailyfisk.blogspot.com Fisher invita la Casa Bianca a parlare meno e ad agire di più per portare in salvo le persone intrappolate nella città sommersa e su www.wombatnation.com alcuni post linkano alle foto del disastro ripreso dal setellite. Insieme con la paura, l'ansia e il dolore, sul Web Katrina però alimenta anche la rabbia. Mentre a New Orleans le operazioni di soccorso proseguono frenetiche, non manca chi punta il dito contro le autorità.

"Mi domando perché nella città non è stato predisposto un piano di evacuazione migliore", ha denunciato un navigatore della Rete che si è firmato 'Raphael'. Secondo l'internauta, "invece di lasciar fuggire la gente a bordo di automobili private rimaste incolonnate in autostrada, sarebbe stato opportuno organizzare dei punti di incontro in ogni quartiere ed evacuare gli abitanti con degli autobus".

In una giornata segnata anche dalle polemiche sulla prevenzione e la gestione dell'emergenza, il sindaco di New Orleans, Ray Nagin, ha lamentato una certa mancanza di coordinamento nelle operazioni di soccorso.

"Gli esperti avevano previsto quello che sarebbe potuto succedere - protesta sul Web una certa 'Aida' - e avrebbero dovuto preoccuparsi soprattutto di evacuare le persone con i redditi più bassi, che potevano non avere i mezzi per lasciare la città". Non manca, infine, chi tira in ballo la politica internazionale.

"Il nostro governo - ha protestato indignato Thomas - si sarebbe potuto mobilitare prima dell'arrivo del ciclone; e avrebbe potuto destinare ai soccorsi almeno una parte di quelle costose attrezzature che, pagate dai contribuenti, ora vengono utilizzate in Iraq per uccidere".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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