Ammistratore Lehman Brothers spiega la sua verità su crisi: tutti erano al corrente della situazione

L'ex ceo di Lehman Brothers, Richard Fuld,ha raccontato la sua verità sul fallimento del colosso finanziario Usa.

Lunedì 6 settembre cinque giorni prima che la ex quarta banca d'investimenti di Wall Street, formalizzasse la procedura di bancarotta, l'ex ceo di Lehman, Richard Fuld, 62 anni, ha raccontato la sua verità nonostante la presenza dei deputati che lo hanno messo in difficoltà rinfacciandogli i guadagni multimilionari.

Federal Reserve, Sec, Consob americana, sapevano ed erano state sempre tenute al corrente della situazione critica in cui versava Lehman Brothers, crollata sotto l'attacco di voci incontrollate, regole inadeguate e la reazione troppo lenta dei regolatori del mercato.

Fuld ha sottolineato che la sua banca è finita nel tritatutto delle indiscrezioni di stampa che secondo lui hanno fatto svanire la possibile intesa con Korea Development Bank. I titoli dei giornali hanno fatto precipitare le cose anche sulla gestione delle notizie sui conti trimestrali e hanno generato una fuga degli investitori, secondo lui, ‘ingiustificata’.

Tutto questo quando, nelle fasi più drammatiche, continua Fuld, “i regolatori sapevano tutto delle nostre mosse, di come stavamo agendo, ad esempio, per diminuire la leva e rafforzare i nostri livelli di capitale. Erano al corrente di tutto poprio nel momento in cui accadeva”. Fuld ha ammesso tutti i suoi errori di valutazione ma si è riservato il silenzio sui piani di regolamentazione dei mercati che hanno portato i colossi finanziari americani al collasso.

“Nessuno ha capito in tempo utile”, attacca Fuld. A cominciare, ad esempio, dal presidente delle Federal Reserve, Ben Bernanke. E ricorda anche le parole del segretario al Tesoro, Hank Paulson, a giugno 2007, che affermava: “la crisi dei mercati dei mutui «non influenzerà negativamente l'economia nel suo complesso”.





di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il


Torna su