Riforma Tfr e fondi pensione: proposta lacunosa, penalizzati i futuri pensionati

Sindacati, banche e assicurazioni non possono essere gli unici interlocutori nel processo di riforma del TFR e dei fondi pensione

Sindacati, banche e assicurazioni non possono essere gli unici interlocutori nel processo di riforma del TFR e dei fondi pensione. Al tavolo sono mancate le organizzazioni di consumatori, con il risultato che la riforma proposta è gravemente lacunosa e lesiva degli interessi dei futuri pensionati. Questo il giudizio di Altroconsumo in occasione dell’incontro di questo pomeriggio tra il ministro del Welfare Roberto Maroni, organizzazioni imprenditoriali e sindacati.

Altroconsumo chiede che nella riforma sia prevista espressamente l'equiparazione di tutti gli strumenti finanziari con l'estensione delle agevolazioni fiscali all'acquisto diretto di titoli di Stato, Buoni postali, azioni… “Le uniche vie previste oggi dalla riforma per compensare il taglio delle pensioni future e accogliere il tfr dei lavoratori sono infatti strumenti di risparmio gestito -fondi pensione chiusi, fondi pensione aperti e assicurazioni vita - che in questi anni hanno solo distrutto ricchezza” ha dichiarato Vincenzo Somma, responsabile studi economico-giuridici di Altroconsumo.

Riguardo i fondi comuni - a cui i fondi pensione aperti possono essere assimilati - secondo i dati Mediobanca infatti:

1) Dalla loro nascita a oggi i fondi italiani hanno fruttato agli investitori un rendimento medio annuo del 7%. In particolare rileva che nel frattempo i BoT a 12 mesi hanno reso il 7,7%;

2) Negli ultimi 10 anni i fondi azionari hanno avuto un rendimento del 2,3% contro l'11% della Borsa e il 6,6% delle Borse mondiali;


3) Negli ultimi 5 anni i fondi azionari hanno avuto un rendimento negativo del 10,9% contro il +0,6% della Borsa Italiana e il -8,2% delle Borse Mondiali;

4) Nel 2004 il rendimento dell'insieme dei fondi è stato inferiore di un punto ai benchmark che essi stessi hanno dichiarato; corretti nella più appropriata versione total return lo scostamento sale a 1,4 punti toccando un massimo di 2,8 punti per gli azionari;

5) Complessivamente si può valutare che nell'ultimo quinquennio i fondi si siano discostati dai loro benchmark di 9,4 punti percentuali; per gli azionari il minus è pari a 15,9 punti, per gli obbligazionari 6,5 punti;

Fondi pensione chiusi: secondo le analisi di Altroconsumo spesso i fondi sono stati battuti dal loro benchmark e quasi sempre sono stati battuti dal Tfr (questo significache i gestori non sono stati all'altezza, né del mercato in cui hanno scelto di investire, né della scarna rivalutazione offerta dal datore di lavoro).

Quanto alle assicurazioni vita - assimilabili alle polizze previdenziali - Altroconsumo ha riscontrato tra i propri associati che i capitali restituiti alla scadenza agli assicurati sono stati inferiori o al massimo uguali, ai versamenti da questi effettuati: una perdita secca tenendo conto della perdita del potere di acquisto compensata parzialmente solo dalla presenza delle detrazioni fiscali.

I consumatori devono poter essere liberi di scegliere tra tutte le possibili forme di risparmio in modo da poter sfuggire ai parassiti del risparmio.

*Per cortesia di Liliana Cantone - Ufficio Stampa Altroconsumo





Fonte: pubblicato il


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