Inflazione in Usa troppo alta come in Europa. Alzare tassi è soluzione, ma c'è problema mutui

L'inflazione negli Stati Uniti vola al 5%, il livello piu' alto dal maggio del 1991. Non migliore la situazione in Europa.

L'inflazione negli Stati Uniti vola al 5%, il livello piu' alto dal maggio del 1991 e rappresenta una delle principali difficolta' per l'economia americana come ha sottolineato ieri il presidente della Fed, Ben Bernanke, che ha gelato i mercati. Non migliore è la situazione in Europa.

Il costo della vita in appena un mese e' aumentato dell'1,1%, molto di più rispetto alle attese che si fermavano sullo 0,6%. I prezzi del petrolio e dei prodotti alimentari impazzano, l’aumento sconsiderato dei prodotti energetici deprime la spesa per consumi degli americani che da sola rappresenta i due terzi del pil degli Stati Uniti.

Inoltre, c’è da considerare il peso notevole che sulla crisi e sulla situazione di pendenza economica stanno giocando il mercato immobiliare e il settore dei mutui. Bernanke ha affermato che “la Fed deve impedire l'aumento dell'inflazione a lungo termine”, sposando sul fronte dei prezzi la posizione dogmatica della Banca centrale europea.

“Una responsabilità cruciale dei governatori della banca centrale è impedire che non si consolidino” attese per un'inflazione stabilmente più forte, che rischierebbero di influenzare il livello di prezzi e salari, portando a un rialzo dell'inflazione a lungo termine. Il numero uno della banca centrale americana ha aggiunto che l'economia accelererà da qui a 2010, ma restano rischi.

“Una crescita economica solida dipende dal buon funzionamento dei mercati finanziari, ha continuato, di conseguenza, aiutare i mercati finanziari a tornare a un funzionamento più normale continuerà a essere la priorità della Federal Riserve”.








di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il


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