Vincono i no nel referendum in Irlanda per Trattato di Lisbona Ue. Quali conseguenze per Unione?

L'Irlanda ha scelto dice no al Trattato di Lisbona per la riforma Ue, dopo il referendum che ha tenuto sulle spine tutta Europa.

L'Irlanda ha scelto dice no al Trattato di Lisbona per la riforma Ue, dopo il referendum che ha tenuto sulle spine tutta Europa.

Il ministro irlandese della Giustizia, Dermot Ahern, ha pertanto fermamente sostenuto che, mancando unanimità di voti, il documento non potrà entrare in vigore nonostante gli altri 26 Paesi dell'Unione europea l'hanno approvato.  Ora per  l’unione europea si aprono nuovi scenari e tutto quanto stabilito sarà messo di nuovo in discussione.

Dei ventisette paesi dell'Unione, l'Irlanda è l'unico che ha affidato ratifica del documento a una consultazione popolare, ma i sondaggi parlano di un'opinione pubblica spaccata e di un'alta percentuale di indecisi.

La decisione del voto irlandese è piombata in Consiglio dei ministri, proprio durante la riunione in corso e Silvio Berlusconi si è detto ‘preoccupato per come si stanno mettendo le cose riguardo al referendum irlandese. Bisogna capire cosa succede perchè la cosa sarebbe preoccupante’. Stessa considerazione quella del presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo cuui ‘potrebbe iniziare un grave momento di crisi’. Decisamente diverso il parere di Roberto Calderoli, che, invece, ringrazia gli irlandesi per il loro voto.

Tutti i giochi in Europa si riaprono, a partire dalla costituzione del Parlamento Europeo, giacchè il Trattato avrebbe previsto una riduzione dei parlamentari. Sono due i grossi problemi da affrontare: uno puramente pratico, per un trattato stabilito che non potrà entrare in vigore. Due, il no irlandese che arriva dopo quello già francese e olandese, pone un altro problema di fondo, cioè quello di legittimità e credibilità della base del Trattato. Ogni volta che si sottopone una questione europea al voto popolare la risposta negativa.


Ci si chiede: è il progetto che non funziona o lo strumento referendum? I cittadini, in realtà, hanno un’idea sbagliata delle ‘cose’ europee, ne è dimostrazione il fatto che il no dell’Irlanda sia stato il risultato di una poca conoscenza dei contenuti del Trattato, la poca informazione, la scrsa comprensione.  Gli osservatori nazionali sono preoccupati: le conseguenza si avranno si sentiranno sul settore economico.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su