Prostitute uguali a criminali e sfruttatori con leggi più severe secondo una proposta del Pdl

Nel caso l'emendamento passasse, le prostitute rischierebbero il carcere fino a sei mesi o il divieto di soggiorno in uno o più comuni e province. Se straniere, potrebbero essere espulse.

Sul tavolo dei senatori delle commissioni riunite per discutere della legge sulla sicurezza proposta dal Governo berlusconi ci sarà anche la pensata del tandem Vizzini - Berselli, che propone di immettere le prostitute all'interno di un elenco di "soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralità" ed equipararle a delinquenti abituali, sfruttatori di minori (oltre che, appunto, di prostituzione) e spacciatori, come prevede una legge del 1956.

La stessa normativa stabilisce le pene per i membri della lista nera.

Nel caso l'emendamento passasse, le prostitute rischierebbero il carcere fino a sei mesi o il divieto di soggiorno in uno o più comuni e province. Se straniere, potrebbero essere espulse.

La mossa di Vizzini e Berselli, alla vigilia della visita del premier da Benedetto XVI, ha suscitato la levata di scudi dell'opposizione ma anche di un pezzo di maggioranza.

Sul Vizzini e Berselli anche gli strali del comitato per i diritti civili delle prostitute. La segretaria Pia Covre ha paragonato la normativa a quella emanata in un altro contesto storico: "Dovrebbero sapere che stanno riproponendo la norma che era del Codice Rocco, roba fascista degli anni '30, usata dopo la chiusura dei bordelli per punire le prostitute che la legge Merlin rendeva non punibili".








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su