Sanità: programma di riforma presentato da Sacconi per Governo Berlusconi. Discussioni

Il ministro Sacconi ha spiegato la sua volontà di istituire un 'libro verde' da sottoporre al Parlamento

Il ministro Sacconi ha spiegato la sua volontà di istituire un "libro verde" da sottoporre al Parlamento: quindici pagine che dovranno raccogliere le richieste e le opinioni sul tema dello stato sociale, naturalmente con un obiettivo chiaro, quello di garantire "un welfare delle opportunità", sintetizzando insieme bisogni individuali con finalità più generali.

Naturalmente non ha mancato di affrontare il tema caldo della legge 194, riconoscendo che "prima di ipotizzare modifiche" è più opportuno "sollecitarne la piena applicazione", procedendo poi a monitorare l'articolo 6 (quello relativo alla possibilità di abortire in caso di malformazioni fetali che pregiudichino la salute della madre), un articolo "sul quale non raccogliamo sufficienti informazioni". Per quanto riguarda la norma sulla procreazione medicalmente assistita, Sacconi ha accennato all'intento di voler procedere ad "una attenta verifica delle linee guida sulla legge 40 che, credo, non potrà che condurre ad un intervento correttivo delle linee guida emanate dall'ex ministro Turco".

Si azzererà dunque, con molta probabilità, la decisione del precedente esecutivo di rendere possibile la diagnosi preimpianto per le coppie che accedono alla fma. Per quanto riguarda il settore sanitario, il progetto di Sacconi appare molto chiaro, tanto da mettere in allarme le categorie di settore e il sindacato. Ed era già chiaro questa mattina, prima dell'audizione a Palazzo Madama, sfogliando il Sole 24 ore, a cui il ministro ha rilasciato un' intervista in cui indicava i punti cardine della sua riforma sanitaria.

Una cabina di Regia nazionale tra governo e regioni per insegnare le buone pratiche agli enti locali, in particolare quelli che si macchiano dei conti in rosso, ma anche per garantire un avvicinamento delle prestazioni medico-assistenziali del Nord a quelle del Sud. Sul fronte della spesa, il responsabile ha infatti ricordato come il contenimento dei costi della sanità si baserà sul "federalismo fiscale", che non vuole punire nessuno ma al contrario "responsabilizzare le regioni più deboli".

"Se lo scostamento dei conti di una regione -ha spiegato- si mantiene entro certi limiti, aumenterà la pressione fiscale", ma "oltre una certa soglia", si dovrà lavorare a quella che ha definito "l'ipotesi di commissariamento dell'intero istituto regionale, come per il fallimento delle aziende". Se non dovesse bastare, si potrebbe procedere anche a valutare "l'ipotesi in cui gli amministratori falliti non siano ricandidabili". Ma quello che forse ha destato maggiore preoccupazione in sindacati e politici, oltre che nel settore, è stata la manifestazione di una non troppo strisciante volontà di privatizzazione.


Rossana Dettori, segretario nazionale della Fp-Cgil, ha infatti commentato quanto prospettato dal ministro nei termini di un "pessimo esordio", soprattutto per la possibilità ventilata, ma "fin troppo chiara", di privatizzare le strutture sanitarie pubbliche, quali gli ospedali. "Fondazioni, società per azioni", di cui Sacconi ha parlato al Sole 24 ore, "altro non sono che forme di sostituzione del ruolo pubblico privato, in una logica di puro mercato e profitto", ha spiegato la Dettori.

Non a caso l'ex ministro Turco ha chiesto retoricamente al collega "dove è la salute degli italiani?", alludendo al fatto che la sanità che ha in mente Sacconi altro non sancisce che "il primato dell'economia sulla salute". Il che, ha aggiunto la Turco, non vuol dire "mettere in discussione la necessità di rigore, la valutazione della sostenibilità finanziaria" (tradotto: l'urgenza di contenere la spesa), ma questo obiettivo pur legittimo non può essere perseguito rendendo "la salute dei cittadini soggetta all'andamento del ciclo economico". Sul caso della norma in merito alla fecondazione assistita, la capogruppo democratica in Commissione affari sociali della Camera ha tenuto a precisare che "se è vero, come ha affermato il ministro Sacconi, che il suo ministero intende svolgere una verifica rigorosa della coerenza tra le linee guida e gli articoli della legge 40, non potrà che confermare il testo vigente".

Sul fronte sanitario, un'altra notizia che ha caratterizzato la giornata di oggi è stata quella della bocciatura dell'emendamento presentato dal senatore democratico Marino con cui si chiedeva di ripristinare il dicastero della Salute ora accorpato al welfare. "L'assenza di un ministero -ha spiegato il segretario della Fp Cgil medici Cozza- rappresenta una sconfitta per quanti credono nell'unitarietà del sistema sanitario nazionale, per contrastare la disuguaglianza fra Nord e Sud, per una migliore tutela dei cittadini".

In compenso, è stato accolto un ordine del giorno bipartisan che impegna l'esecutivo a riconsiderare comunque l'assetto dei ministeri per "ripristinare, nelle forme opportune, un dicastero della Salute".








Fonte: pubblicato il


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