Tasse sullo stipendio: dal lordo al netto quanto è la differenza e per quali imposte?

La dieta dimagrante del salario mensile porta nelle tasche dei lavoratori un terzo dell’importo lordo complessivo.

Sullo stipendio dei lavoratori pesano i contributi previdenziali (578 €), le spese per i servizi generali (281 €) e quelle per l’assistenza sanitaria (224 €).

Senza contare poi i contributi versati per gli affari economici (202 €), l’istruzione (141 €), l’ordine pubblico (62 €), la difesa (46 €), l’abitazioni e l’assetto territoriale (27 €), le attività culturali ricreative e di culto (27 €) e la protezione ambientale (16 €).

La dieta dimagrante del salario mensile porta nelle tasche dei lavoratori un terzo dell’importo lordo complessivo.

Se il costo aziendale mensile di uno stipendio “tipo” si aggira intorno ai 2.400 € la porzione che arriva al lavoratore si riduce a soli 796 €. Su un netto in busta paga che ammonta, infatti, a 1.298 € si devono togliere tasse e accise che gravano sui servizi primari come IVA, bollo auto, Ici, benzina, pratiche amministrative, ecc..

Ciò significa che solo un terzo dello stipendio torna in circolo per l’economia, mentre la parte restante, calcolabile in 1.604 €, è trattenuta dallo Stato





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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