Abolizione Ici per la prima casa è diventata legge: lista degli esclusi che dovranno pagarla ancora

Il pacchetto fiscale del nuovo Governo, il quale comprende il taglio dell'ICI, diventa legge. Ma non per tutti

I fondi per il finanziamento della detassazione dell'Ici e delle componenti variabili della retribuzione ammontano a circa 2,4 miliardi di euro per il 2008 e 2,2 miliardi per il 2009. Questi derivano dalla riconversione del piano per le infrastrutture in Calabria e Sicilia, che consente un risparmio di 1,4 miliardi, e dal rimodellamento di alcune disposizioni dell'ultima Finanziaria e del decreto "milleproroghe".

Sul versante dell'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale, per far fronte agli 1,7 miliardi di gettito fiscale in meno per gli enti locali, il decreto prevede un piano di rimborso per i Comuni tramite un fondo ad hoc inserito nel bilancio del ministero dell'Interno. I criteri e le modalità di erogazione delle somme verranno stabiliti entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del dl fiscale.

Restano escluse dal taglio dell'imposta le abitazioni signorili (A1), le ville (A8) e i castelli (A9). Lo sgravio dell'Ici valica il limite della nozione letterale di "abitazione principale". L'esonero è infatti esteso anche ad alcune ipotesi a essa assimilabili. Sono riconducibili alla nozione di unità immobiliare adibita a dimora abituale del contribuente anche alcune precise tipologie di immobili, tra cui quelli delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibiti a abitazione principale dai soci assegnatari, gli immobili degli Iacp regolarmente assegnati, l'ex casa coniugale assegnata al coniuge separato o divorziato.

 In quest'ultimo caso, l'equiparazione prevista in favore del coniuge non assegnatario vale purché lo stesso non possieda l'abitazione principale nello stesso comune dove è ubicata l'ex casa coniugale. La misura include anche gli immobili che i regolamenti comunali assimilano ad abitazioni principali, tra cui le case possedute a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscano la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che le abitazioni non risultino locate.

Inoltre, resta ferma la possibilità per i Comuni di considerare come abitazioni principali quelle concesse in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale, stabilendo il grado di parentela.





Fonte: pubblicato il


Torna su