Artico riserva di petrolio e gas importante: divisione discussa tra Usa, Norvegia, Canada, Russia

L'Artico conterrebbe petrolio e gas pari ad un quarto delle attuali riserve mondiali. Per questo motivo 4 grandi potenze (Usa, Norvegia, Canada e Russia) sono al lavoro per trovare un punto di incontro equo per la spartizione del territorio ed il

L'Artico conterrebbe petrolio e gas pari ad un quarto delle attuali riserve mondiali. Per questo motivo 4 grandi potenze (Usa, Norvegia, Canada e Russia) sono al lavoro per trovare un punto di incontro equo per la spartizione del territorio ed il suo sfruttamento.

Già, da tempo, le mire espansionistiche e di conquista dei grandi paesi si erano riversate sulla grande regione. L'interesse primario è la consapevolezza che lo scioglimento della calotta polare, dovuto al riscaldamento globale, potrebbe aprire nuove rotte commerciali, insieme alla speranza che dall’area possano arrivare nuove risorse naturali. Non a caso, già lo scorso anno, una polemica era nata, quando una pattuglia esplorativa di Mosca aveva piantato la propria bandiera al Polo Nord, in un settore dove, secondo uno studio statunitense, potrebbe trovarsi il 25% delle riserve mondiali, non ancora sfruttate di petrolio e di gas.

Anche il Canada, tempo fa, aveva annunciato l'intenzione di costruire un centro di addestramento militare e un porto all’estremità settentrionale del proprio territorio e gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno assegnato contratti in Alaska alle multinazionali del petrolio, che in cambio si impegnano ad abbandonare i pozzi dell’Iran, una manovra, senz'altro, nata con lo scopo di isolare gli iraniani, che tentano di sviluppare il loro nucleare.

Secondo l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, questo sarà il vertice dei contrasti e delle spaccature, sembra, infatti, quasi impossibile trovare una soluzione al dossier aperto da oltre vent’anni. La Russia, per non trovarsi impreparata al grande incontro, ha organizzato, nei giorni scorsi, un incontro informale tra il proprio Ministro degli Esteri Lavrov e l’omologo danese, con l'obiettivo di trovare una posizione comune, da portare di fronte al vertice. Stig Moeller, il ministro degli Esteri danese, ha dichiarato, ieri, che si aspetta che i Paesi intorno al Polo Nord si attengano alla normativa internazionale nelle proprie rivendicazioni territoriali, forte della sua posizione di superiorità per il diritto sulla Groelandia.

Intanto, una buona notizia è giunta proprio dagli Stati Uniti: il governo Bush ha proposto di vietare le trivellazioni nelle zone umide dell’Alaska artica, a causa della loro fragilità ecologica. Il Bureau of Land Management ha chiesto una moratoria di 10 anni per le concessioni, riguardanti 172 mila ettari di zone umide al nord ed all’est del lago Teshekpuk, all'interno della riserva nazionale petrolifera dell’Alaska, e il segretario agli interni, Dirk Kempthorne, ha vietato, a sua volta, il trivellamento di pozzi nel più grande lago di acqua dolce dell’Alaska North Slopes, ricchissimo di gas e petrolio, ma anche un habitat insostituibile per gli uccelli migratori e per i caribù, specie molto simile alle renne, rappresentano una fondamentale fonte di cibo e pelli per le popolazioni native dell’Alaska e del Canada.


Non si sa fino a quando durerà questa sistema di protezione del sistema ecologico dell'Artico, la posta in gioco è altissima.





Fonte: pubblicato il


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