Frutta, vino e olio contaminati dai pesticidi in una percentuale che desta preocuppazione

Molti prodotti italiani sarebbe contaminati da fitofarmaci secondo Legambiente

Quasi il 50% delle mele italiane sarebbe contaminato da fitofarmaci secondo Legambiente.

Preoccupante anche la presenza di fitofarmaci in prodotti derivati quali l'olio e il vino, spesso connessi al Made in Italy. Secondo la ricerca il 18,3% dei campioni di derivati analizzati contiene uno o più principi attivi.

Le buone notizie, però, non mancano. La percentuale dei campioni di prodotti ortofrutticoli fuori legge registra un "lievissimo" miglioramento, con l'1% dei campioni irregolari contro l'1,3 dello scorso anno. Sale invece leggermente la percentuale di campioni con uno o più residui passando al 28% dal 27,2 del 2007. "Il costante anche se lento miglioramento dei dati - ha dichiarato Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente - conferma la validità delle battaglie a favore di un'agricoltura di qualità, il più possibile sana, stagionale e legata al territorio.

Anche quest'anno l'associazione punta il dito contro il fenomeno del "multiresiduo", ovvero la presenza contemporanea, entro i limiti di legge, di più sostanze in uno stesso prodotto. "Pur aumentando le evidenze scientifiche della gravità dei pesticidi sulla salute umana e ambientale - ha proseguito Muroni - non si è ancora provveduto a cambiare una legislazione ferma da trent'anni che non prevede ancora un limite alla somma di più residui nello stesso alimento, ignorando il principio di precauzione.

Continuano ad essere tollerate, infatti, concentrazioni singolarmente consentite di più principi attivi su uno stesso prodotto, con potenziali sinergie anche tra sostanze che, come il procimidone, il vinclozolin o il captano, l'Epa - l'americana Environmental protection agency - ha da tempo classificato come possibili o probabili cancerogeni". Un esempio fra tutti è quello dell'uva bianca proveniente dalla Sicilia e contenente ben 9 residui di pesticidi.


Altra questione delicata è quella della moria delle api collegata all'utilizzo di alcuni insetticidi. Alla presentazione del rapporto di Legambiente ha infatti partecipato Francesco Panella, presidente dell'Unione nazionale associazioni apicoltori italiani (UNAAPI) che, insieme all'associazione ambientalista, ha più volte fatto appello al Governo affinché si intervenisse in difesa della api. "La Francia - ha dichiarato Panella - da molti anni ha sospeso l'uso di queste molecole su tutte le colture visitate dalle api e dagli altri insetti impollinatori. Qualche giorno fa è stata la volta della Germania. In Italia invece nonostante i ripetuti allarmi e le denunce di apicoltori e ambientalisti rischiamo che con la prossima semina si riproponga lo stesso disastro.








Fonte: pubblicato il


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