Nucleare in Italia ritorna: nuove centrali entro la fine del Governo Berlusconi

L'Enel ha appoggiato in pieno il ministro dichiarandosi pronto tecnicamente all'apertura di nuove centrali, così come L'Edi

"Durante questa legislatura verrà posta in essere la prima pietra per la costruzione di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione nel nostro paese" - ha spiegato il ministro, sottolineando che "solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente".

Scajola - applaudito dalla platea di imprenditori - ha ribadito la necessità di "ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi". "Non possiamo ritardare ancora un piano di azione di ritorno al nucleare", ha detto, dopo aver ricordato che si tratta di un impegno che faceva parte del programma che ha portato Berlusconi alla vittoria delle scorse elezioni.

L'Enel ha appoggiato in pieno il ministro dichiarandosi pronto tecnicamente all'apertura di nuove centrali, così come L'Edison, nella voce del suo amministratore delegato Umberto Quadrino. Differente la posizione di Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente che si dichiara assolutamente contrario al progetto.

L'Italia, nonostante fosse tra i primi paesi produttori di energia elettrica di origine atomica, rinunciò durante un referendum organizzato nel 1987, poco dopo la catastrofe nucleare del 26 aprile del 1986 a Chernobyl





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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