Pd di Veltroni si avvicina alla sinistra per cercare nuovi accordi ?

Una promessa di entente cordiale e l'abbozzo di un dibattito programmatico. Questi i temi dell'incontro tra il leader del Pd Walter Veltroni e Claudio Fava

Una promessa di entente cordiale e l'abbozzo di un dibattito programmatico. Questi i temi dell'incontro tra il leader del Pd Walter Veltroni e Claudio Fava.

All'uscita dal Loft è il numero uno di Sinistra Democratica a dichiarare che con il Pd ora "comincia un lavoro per la costruzione di un nuovo centrosinistra". E che contemporaneamente finisce un'era, quella dell' "autosufficienza declamata e conclamata come un valore". Ritorno all'Unione? Neanche per sogno.

Claudio Fava è molto chiaro: "quella è un'esperienza accantonata". Però bisogna costruire un "terreno concreto di linee comuni di opposizione oggi e di governo domani". Ma niente paura, ognuno mantiene la propria autonomia. L'ipotesi di una confluenza nel Partito Democratico è infatti "fuori discussione. Abbiamo già fatto una scelta alcuni anni fa e non dobbiamo ribadirla ogni volta".

I punti di partenza per il confronto sono due: le riforme istituzionali e la legge elettorale per le europee. In entrambi i casi, promettono dal Pd, si stabilirà una consultazione permanente con l'obiettivo di raggiungere soluzioni comuni. Sulla riforma della legge elettorale per le europee, punto nodale per la futura partecipazione dei partiti di sinistra ora esclusi dalla "competizione" parlamentare, Fava ha espresso a Veltroni le sue perplessità. "La legge elettorale per le europee non è affatto una priorità", commenta fuori dalla sede del Pd.

"Abbiamo ottenuto la disponibilità di Veltroni a non considerare questa una priorità e soprattutto un tema di dialogo esclusivo tra Pd e Pdl". Altre, spiega Fava, sono le emergenze del Paese, a cominciare dalla questione dei rifiuti. Su questi temi "è più facile che ci sia una convergenza tra Pd e le altre forze della sinistra piuttosto che tra maggioranza e opposizione".


L'offerta del Pd a dialogare e a farsi portavoce delle istanze della sinistra "extraparlamentare" non piace a Rifondazione. Nichi Vendola lancia al Loft un messaggio chiaro: il suo partito non intende entrare nel gioco. "Tenderei proprio ad escludere che Veltroni possa rappresentarci anche solo in parte in Parlamento", ha dichiarato Vendola ai giornalisti. "Non si tratta di avere un diritto di tribuna o una rappresentazione folcloristica del Prc. Si tratta di spiegare le ragioni del conflitto sociale e del conflitto sul modello di società che si è aperto tra le due forze politiche".

Per Vendola, "il partito che Veltroni ha immaginato di costruire con la sua deriva neo centrista difficilmente può inglobare la nostra voce. Noi, del resto, abbiamo l'ambizione di parlare con la nostra ugola". Il candidato alla segreteria di Rifondazione esclude un incontro vis à vis con il leader del Pd, e critica questa eventualità: "penso di non incontrare Walter Veltroni perché credo che non sia questo il tempo delle parole che si avvitano anche in gomitoli di furbizia". Ma se si aprisse la prospettiva di un nuovo centrosinistra, in vista delle prossime elezioni? "Aspettiamo di leggere queste parole dalla voce di Veltroni".

Una risposta al secco niet di Vendola arriva dall'ala sinistra del Pd. Paolo Nerozzi spiega in una nota: "rimango stupito, si persiste nel vedere nel più vicino il nemico da combattere. Credo che questo sia un elemento negativo, che da'ancora più forza e valore a quello che è avvenuto stamattina tra il coordinatore di Sinistra Democratica e il segretario del Pd". E conclude: "il confronto deve avvenire con tutti. Spero che il congresso di Rifondazione dia strumenti di metodo e di merito perché possa avere luogo".





Fonte: pubblicato il


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