Multiproprietà e vacanze: regole e leggi attuali non sono sufficienti per Unione Europea

Per una maggiore protezione dei consumatori e per liberare gli operatori onesti dalla concorrenza sleale dei frodatori: sono questi gli obiettivi dell'UE

Le vacanze a lungo termine e le direttive sulle multiproprietà vanno riviste secono l'UE.

L'obiettivo è quello di aumentare la sicurezza di oltre 1,5 milioni di famiglie europee che scelgono questa formula di vacanza, che ha iniziato a diffondersi negli anni '70.

Secondo i dati dell'Organizzazione per il Timeshare in Europa, nel 2001 c'erano quasi 1,5 milioni di centri di vacanze in 25 paesi dell'Europa, con circa 200mila europei impiegati in questo settore per un volume di affari di 2,3 miliardi di euro per anno.

La maggior parte della gente che sceglie questo tipo di vacanza arriva dalla Germania o dal Regno Unito, mentre gran parte dei centri di vacanza si situano in Italia, Spagna, Francia e Portogallo.

Dal 1994 una direttiva comunitaria ha permesso una certa armonizzazione delle regole a livello europeo, ma sono ancora molto frequenti i litigi tra operatori e vacanzieri, soprattutto sulle condizioni di soggiorno e sulla qualità delle prestazioni. Negli anni, inoltre, sono nati nuovi prodotti e nuove modalità di contratti, non contemplati dalla direttiva.


Ad esempio alcuni villaggi di vacanza propongono delle riduzioni di prezzo attraverso un sistema di abbonamenti. C'è dunque, secondo il Parlamento Ue, la necessità di coprire tutte le forme introdotte di recente, per una maggiore protezione dei consumatori e per liberare gli operatori onesti dalla concorrenza sleale dei frodatori.








Fonte: pubblicato il


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