Lavorare in banca e settore del credito: gestione risorse umane è ancora una delle migliori

Merito e competenza sono i valori posti al centro delle osservazioni nel mondo bancario

  “L’andamento non brillante dell’economia italiana di questi anni e le recenti previsioni dell’Unione europea sulla bassa crescita del nostro Paese (0,5% nel 2008) non frenano la capacità del settore bancario italiano di favorire una tenuta dei livelli occupazionali”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’Associazione Bancaria, Corrado Faissola, aprendo oggi a Roma la due giorni del convegno annuale Abi “Hr 2008 – Banche e Risorse umane: competenze e merito per crescere nella banca che cambia”.

  Faissola ha ricordato che “le banche italiane hanno saputo offrire lavoro ad alta professionalità ad un numero crescente di lavoratori anche di fronte ad un contesto di continuo cambiamento dovuto a processi di concentrazioni, ristrutturazioni ed esodi anticipati”: negli ultimi dieci anni (1997-2006) la percentuale dei laureati è salita dal 18% al 33%, mentre sul totale occupati 4 dipendenti su 10 sono donne.

  Nel credito è accentuato, infatti, il fenomeno di ricambio generazionale: nel solo 2006 sono stati 19 mila i nuovi assunti grazie ad una politica mirata e attenta. Per il Direttore generale dell’Abi, Giuseppe Zadra, “il  notevole progresso tecnologico del sistema non ha limitato l’offerta di lavoro grazie soprattutto al significativo sviluppo della domanda di servizi finanziari e bancari.

  Questo è il risultato positivo di un decennale processo di concentrazione del settore creditizio che ha coniugato crescita dell’efficienza, della competitività e dell’attenzione alla qualità del ‘capitale umano’ come motore di sviluppo. La sfida ora è innovare i modelli di gestione delle risorse umane nell’ambito dell’evoluzione degli assetti organizzativi internazionali”.

  Merito e competenza sono i valori posti al centro del convegno e inquadrati come leva fondamentale per accrescere la motivazione del personale, produttività e la reputazione delle imprese.


Profili ancora più importanti se analizzati in un quadro di globalizzazione ed internazionalizzazione dei mercati, di evoluzione delle relazioni sindacali e del diritto del lavoro, di crescente attenzione al clima aziendale, alla qualificazione professionale, alla sicurezza sul lavoro, alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, alle pari opportunità, ai sistemi di remunerazione e incentivazione del personale.

Una sana gestione delle risorse umane rientra a pieno titolo nelle strategie organizzative delle imprese creditizie sempre più protese a migliorare le loro performance e a cementare il rapporto di fiducia con i consumatori.





Fonte: pubblicato il


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