Pena di morte ripresa negli Stati Uniti dopo la sospensione dovuta alla moratoria

Con l'esecuzione di ieri riprende in America l'uso della pena di morte. Ma i dibattiti continuano

Questa notte, all'una e cinquanta circa (ora italiana) è stato ucciso in America con l'inizione letale William Earl Lynd, un uomo che era stato condannato per l'omicidio della sua ragazza.

Quella di Lynd è la prima esecuzione capitale dopo quella di Michael Richard in Texas il 25 settembre 2007. Proprio dopo quell’occasione, la Corte Suprema federale aveva deciso di affrontare, a proposito di un caso del Kentucky, un problema di costituzionalità dell’iniezione letale come metodo crudele di fare giustizia. La Corte Suprema, infatti, aveva sospeso di fatto le esecuzioni capitali fino ad una decisione in merito.

Decisione che i giudici supremi hanno preso il 16 aprile scorso, con un verdetto di 7 a 2, e che ha infine sancito la conformità alla Costituzione delle iniezioni letali.

Dopo la decisione della Corte di Washington DC nei vari stati si è rimesso in moto l’iter giudiziario per diverse esecuzioni. Per il 21 maggio è prevista la messa a morte di Earl Wesley Berry in Mississippi, che era prevista per il 30 ottobre scorso ma che è stata temporaneamente sospesa proprio a causa del caso del Kentucky e della decisione della Corte Suprema. Poi sarà il turno del messicano Jose Medellin in Texas, la cui esecuzione è prevista per il 5 agosto.

Nei prossimi 6 mesi negli Stati Uniti sono previste, per ora, 14 esecuzioni; tuttavia, è innegabile che il dibattito sulla pena di morte sia assai vivo negli Stati Uniti, e il ritmo delle esecuzioni negli ultimi anni, assai più lento, lo sta a testimoniare.








Fonte: pubblicato il


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