Prezzo massimo del petrolio previsto? Duecento euro con benzina 2 euro al litro. Non è fantascienza

Nell'ipotesi non troppo remota, purtroppo, che il petrolio arrivi a costare 200 dollari al barile, le conseguenze sarebbero gravissime per l'economia in generale

Saranno pesantissimi gli effetti sull’insieme dell’economia nel caso in cui il petrolio toccherà quota 200 dollari a barile: i consumi di carburanti potrebbero calare dell’8-10%. Per le famiglie, invece, si può ipotizzare in media un aggravio di circa 600-800 euro l’anno.

Con il petrolio a 200 dollari il barile il Pil italiano diminuirebbe dello 0,4% solo il primo anno, mentre l’impatto recessivo del più alto prezzo del petrolio comporterebbe una perdita di posti di lavoro che in quattro anni farebbe lievitare il tasso di disoccupazione di circa un punto.

Peggiorerà anche la bilancia dei pagamenti, l’inflazione il primo anno registrerebbe un balzo di un punto; con la crescita inflazionistica scatterebbe una politica monetaria restrittiva con il conseguente aumento dei tassi di interesse ed un impatto negativo su mutui e debito pubblico.

Questo perché i paesi Ocse e l’Italia in  particolare, nel breve-medio periodo rimangono vulnerabili a incrementi nel prezzo del greggio. Nel nostro Paese, infatti, nonostante la forte riduzione di importazioni nette di petrolio negli ultimi 30 anni, la dipendenza da questa fonte energetica è ancora vicina al 50%.

In seguito alla crescente liberalizzazione dei mercati e all'accresciuto ruolo delle forze del mercato, gli aumenti di prezzo del petrolio sono divenuti meno persistenti e i prezzi più reattivi a flessioni nella crescita economica rispetto agli anni Settanta. Soprattutto, però, quello attuale si configura come uno shock da domanda e non da offerta come le crisi passate.


Sono dunque i crescenti consumi energetici mondiali a spingere il prezzo all'insù. E poiché deriva dalla crescita economica, gli effetti sul Pil dovrebbero essere meno pericolosi. Invece l'effetto sui prezzi tende a essere più duraturo.

Cambieranno in parte anche abitudini e consumi delle famiglie che dovranno fronteggiare costi crescenti per il riscaldamento, trasporto in auto per recarsi al lavoro, acquisto di beni e servizi.Già è in atto una tendenza all’acquisto di auto meno energivore, crescerà parimenti la convenienza verso nuove fonti di produzione energetica a causa della necessità di produrre consistenti risparmi di petrolio.





Fonte: pubblicato il


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