Versamento Iva: alle regioni le cui aziende ne pagano di più vanno meno finanziamenti e contributi

Un Dlgs che stabilisce che la compartecipazione all’Iva delle singole Regioni avvenga, praticamente, in base ai consumi regionali delle famiglie

UnDlgs che stabilisce che la compartecipazione all’Iva delle singoleRegioni avvenga, praticamente, in base ai consumi regionali dellefamiglie. Pertanto, chi consuma di meno riceve di più eviceversa. Risultato ? La Regione Lombardia si vede ritornare solo il26,60% dell’Iva prodotta nel suo territorio.


Il Lazio il 29,67%,l’Emilia Romagna il 33,83% e il Veneto il 34,59%. Molto meglio vaalle Regioni del Sud. Alla Puglia viene trasferito praticamente il73,35%, alla Campania il 77,28%, alla Calabria l’83,42%, al Molisel’87,22% e alla Basilicata, addirittura, il 91,93%”.

E’questa la lettura dei risultati data da Giuseppe Bortolussi dellaCGIA di Mestre in riferimento alla recente analisi elaborata dal suoufficio studi. Ma l’analisi degli artigiani mestrini mette inevidenza anche i valori assoluti procapite. Ebbene, il parametro piùsignificativo è la perequazione. Ovvero, la differenza tra laquota di compartecipazione Iva assegnata a ciascuna Regione alla finedel processo perequativo e la quota di Iva prodotta nel territorio. Ipiù “penalizzati” sono i lombardi. A fronte di 904 europro capite prodotti ne vengono “ritornati” 552. La differenza faregistrare un saldo negativo di 352 € procapite.

Nel Lazio il saldoè negativo per 288 euro, mentre in Emilia Romagna il dato procapite è di –217 € e nel Veneto si attesta sul –183 €pro capite. Di segno opposto la situazione nel Mezzogiorno. Tutte leRegioni del Sud presentano saldi positivi con punte di 428 euro procapite in Puglia, 466 euro pro capite in Campania, 579 € inCalabria, 643 euro in Basilicata e 650 in Molise.





Fonte: pubblicato il


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