Fecondazione assistita e legge 40: novità e cosa cambia nelle linee guida pubblicata

Le precedenti linee guida sulla Legge 40 sono state cancellate e sono state introdotte le nuove. La firma è stata posta dal Ministro della Salute Livia Turco

Le precedenti linee guida sulla Legge 40 sono state cancellate e sono state introdotte le nuove. La firma è stata posta dal Ministro della Salute Livia Turco. Cosa cambia dunque da oggi ? Mentre prima si poteva solo effettuare la diagnosi “osservazionale” (e quindi morfologica e non genetica) sugli embrioni prodotti, oggi si può effettuare la diagnosi genetica sugli embrioni prima di trasferirli nell’utero della donna. Se si evidenzia una grave malattia genetica che mette a rischio la salute psicofisica della donna, l’embrione patologico può non essere impiantato. Si evita così la crudeltà di costringere la donna ad effettuare successivamente, durante la gravidanza, un’amniocentesi (come previsto dalla normativa sulla medicina prenatale) e di ricorrere ad una possibile interruzione volontaria di gravidanza (come tra l’altro previsto dalla stessa legge 40). Vengono evitate inutili e terribili sofferenze alle donne e - cosa che dovrebbe essere apprezzata da chi dice di difendere la vita - vengono evitati gli aborti di feti anche di 20 settimane di gestazione. Vengono di fatto evitati tanti viaggi della speranza -a costi sopportabili soltanto per i più abbienti - a Barcellona come in tanti altri paesi europei dove, civilmente, la diagnosi genetica preimpianto è possibile da sempre.

L’altra novità introdotta è quella della possibilità di accedere alle tecniche anche da parte delle coppie che non sono sterili ma il cui partner maschile è portatore di una malattia virale come l’HIV o l’epatite, trasmissibile al feto. Prima, potevano utilizzare le tecniche solo le coppie sterili; oggi anche chi, di fatto, si trova in una “condizione” di infertilità; non biologica, ma legata ad un impedimento oggettivo alla procreazione, dovuto alla necessità di utilizzare rapporti sessuali protetti per evitare il rischio di trasmettere l’infezione. Questa nuova definizione di infertilità, adottata per i portatori di HIV e altre malattie infettive per garantire la piena attuazione del diritto alla salute sessuale e riproduttiva, permetterà anche a chi è portatore di malattie genetiche ereditarie (e non è sterile) di accedere alle tecniche. Non è davvero poco.

Le altre novità, poi, sono meno eclatanti (s’intende rispetto alla sproporzionata reazione dei soliti noti) ma comunque importanti, a partire dalla previsione di un costante aiuto psicologico da garantire alle coppie durante tutto il faticoso percorso delle tecniche: non solo prima, ma anche durante e dopo il successo di una gravidanza o, nei casi più sfortunati, dopo il fallimento dei vari tentativi di procreazione assistita. O come lo sviluppo dei progetti di ricerca sulle nuove metodiche di criopreservazione degli ovociti e per la prevenzione delle cause di sterilità.

Le linee guida della Turco, che non toccano direttamente la legge, bensì le precedenti linee guida, sono "un atto dovuto in coerenza con il dispositivo della legge", perchè come già la magistratura e in particolare il Tar Lazio nel 2007, avevano specificato che il limite previsto per le indagini preimpianto non era compatibile con la stessa legge.

Insorge il Pdl, che parla di "inopportunità e di sgarbo politico" a fronte del fatto che il ministro "è formalmente in carica solo per pochi giorni"; stessa musica dal presidente del Movimento per la vita, Carlo Casini che parla di "evidente intenzione di condizionare il giudizio e la decisione del futuro ministro". Accuse respinta al mittente da Maura Cossutta, consigliere del ministro della Salute Livia Turco per la Salute delle donne e da quest'ultima incaricata di rivedere le linee guida sulla fecondazione artificiale: "Livia Turco ha dovuto attendere il parere previsto dalla legge del Consiglio superiore della sanità. Parere pervenuto al ministero lo scorso 10 aprile e le nuove linee guida sono state redatte e presentate il giorno dopo, l'11 aprile, per essere poi pubblicate in Gazzetta ufficiale solo oggi, il 30 aprile " - spiega Cossutta. Date che chiudono la porta a qualsiasi illazione di aver preferito temporeggiare in attesa del voto del 13 e 14 aprile scorso. "Se il Pd ha perso e con lui anche Rutelli - spiega Maura Cossutta - non è stato certo per un eccessiva attenzione ai temi etici, come d'altronde ha dimostrato anche il flop totale della lista di Giuliano Ferrara".


Con le nuove linee guida - prosegue Maura Cossutta " si può finalmente fare la diagnosi pre-impianto anche per le eventuali malattie genetiche che altrimenti sarebbero trasferite al nascituro e, di conseguenza la donna potrà decidere di non farsi impiantare l'embrione malato". La legge prevedeva che, durante la gravidanza, la donna avrebbe potuto fare la amiocentesi e, quindi interrompere la gravidanza. Dunque, il primo risultato che abbiamo raggiunto è quello di limitare, in futuro, il ricorso all'aborto".

Ma la consigliera del ministro Turco nega che si incorra nel rischio di favorire scelte eugenetiche: "La donna può rifiutare l'impianto, non per la patologia genetica riscontrata sul feto, ma se l'aver riscontrato la malattia genetica produce un danno psicofisico alla donna stessa". E, infine, sulle minacce di rimettere immediatamente mano al documento, maura cossuta è ottimista: " Certo, il centrodestra sta minacciando, i numeri ce li hanno, possono anche cambiare la legge. Però, modificare le nuove linee guida non sarà una passeggiata: il percorso che abbiamo seguito è stato rigoroso e nell'assoluto rispetto della forma. Non sarà facile smentire quanto concordato con l'istituto superiore della sanità e - con ben due pareri - dal Consiglio superiore della sanità.
Quella di oggi è una grande vittoria per le donne, per le famiglie, per le associazioni che si sono battute per migliorare una brutta legge".





Fonte: pubblicato il


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