Informazione, televisione e libertà di stampa in Russia: NMG nuovo grande canale tv di Putin

Putin alla conquista del pieno potere in Russia, ora agevolato anche dall'istituzione di una nuova rete di informazioni, la NMG

Si chiamerà “NMG - Mediagroup nazionale” e comprenderà una rete impressionante di stazioni russe: 864, per la precisione, che diffondono attualmente i loro programmi (informativi soprattutto) in Russia, nelle nazioni della Csi e nei paesi del Baltico (Lettonia, Lituania, Estonia).

Nella nascente holding ci sarà posto anche per il quotidiano Izvestija che, ormai da anni, è la voce ufficiale del padrone (Putin) e che avrà un ruolo notevole nella gestione economica della NMG. Ma è anche chiaro che tutti i giornalisti del quotidiano (compresi quelli all’estero) saranno a disposizione dell’emittente. Si arriva, in pratica, ad una “piovra” che non ha eguali in altri paesi. A dirigere l’intero complesso il Cremlino ha chiamato Jurij Kovalcuk, un amico fidato di Putin che è anche proprietario della banca “Rossija” che è un istituto di credito di dimensione nazionale, con un capitale che nel 2006 ha raggiunto 3689,5 milioni di rubli (pari a 157,070 milioni di dollari).

Ci saranno poi gli imprenditori Aleksej Mordašov (il principale proprietario della holding siderurgica "Severstal’"), Vladimir Bogdanov (direttore di "Surguneftegaz"), gli azionisti della “Sogaz” e quelli della “Ren-Tv” e della “Peterburg-Pjaty Kanal”. Ci sarà anche Ljubov’ Soveršaeva, presidente del consiglio di amministrazione di due canali televisivi e della compagnia di investimento “SpA Abros”. E ancora: all’iniziativa del Cremlino è stato agganciato anche Oleg Rundov, presidente di "Baltijskaja mediagruppa" (mediagroup baltico) il cui 6,3% delle azioni appartiene all’agenzia cittadina/locale per la televisione e la radiotrasmissione di San Pietroburgo. Secondo le previsioni nel 2008 i diritti pubblicitari di questo canale raggiungeranno 25-30 milioni di dollari.

E su tutti trionferà, ovviamente, quella piovra economica che si chiama “Gazprom” che è oggi il braccio armato (economicamente, s’intende) del Cremlino. Ma nel consiglio della filiale informativa del duo Putin-Medvedev ci saranno anche alcuni “laudatores” del mondo intellettuale locale e della grande finanza. Spiccano così il regista Andron Koncialovskij (figlio del poeta Michalkov, autore delle tante versioni dell’inno prima sovietico e poi russo e fratello dell’altro regista Michalkov, che garantisce a Putin il fronte dell’intellighenstija), il critico cinematografico Daniil Dondurej (che mette la sua rivista di cinema - Isskusstvo kino - al servizio diretto della propaganda del Cremlino) e, infine, il pianista Denis Macuev.

E’ chiaro che la nascita di questo grande gruppo mediatico non è altro che il proseguimento di un trend che ha iniziato a svilupparsi in Russia già dagli anni ’90 e che ha visto i media assumere un ruolo fondamentale per gli interessi politici, economici e finanziari del Paese, con una forte influenza anche nella creazione di consensi attorno alla figura di Putin ieri e di Medvedev oggi. E si sa anche che sin dal primo giorno del suo insediamento, Putin ha aperto una guerra contro i media indipendenti (che sono ridotti al lumicino) entrando in aperto conflitto con gli oligarchi proprietari di grandi gruppi mediatici in aperta opposizione contro di lui (un esempio significativo è stato il caso di NTV).


E’ scontro, quindi, sul controllo dell’etere. Perché l’azione sinergica della fusione nel contesto della nuova holding sarà massiccia. "Quando i canali saranno gestiti da un’unica azienda pilota, si potrà risparmiare non meno di 30% del personale e di conseguenza delle spese” sostiene Aleksandr Rodnjanskij, presidente di "STS Media". "Se la fusione permetterà di rendere più efficace il palinsesto dei canali, si otterrà un maggiore indice di ascolto", prevede Sergej Vasil’ev, direttore della società "Video International". La holding NMG potrà vendere pacchetti di pubblicità attraverso strumenti diversificati come televisione e stampa.

Il vice direttore del gruppo “Aegis Media”, Andrej Brajlovič, evidenzia come queste proposte siano efficaci per attirare ulteriori entrate pubblicitarie. E qui entrano in campo tante e tante voci. Si parla, infatti, di un interesse della berlusconiana Mediaset che avrebbe intenzione di organizzare un suo ufficio moscovita e di avviare, in breve tempo, trattative organiche con il Cremlino e con la nuova holding NMG. Si spiegherebbero, pertanto, i colloqui a porte chiuse tra i due amici, l’italiano Silvio e il russo Vladimir in quel di Sardegna.





Fonte: pubblicato il


Torna su