Finanziamenti ai giornali per la libertà di stampa che molte volte non c'è

L'informazione pubblica dovrebbe essere esente da influenze di qualsiasi genere. I big dovrebbero pagare con soldi propri le proprie informazioni 'di parte' e non con quelli dei cittadini

Le caste giornalistiche mantenute con i soldi pubblici in giornali che non legge nessuno sostengono di non essere parassiti ma di arricchire il panorama politico e culturale nazionale. Peccato che avvenga esattamente l'opposto. I finanziamenti pubblici tengono in vita redazioni che hanno il solo fine di sprecare tonnellate di carta e inchiostro, e di sostenere artificialmente lobby politicamente morte (come dimostrano anche le ultime elezioni). In altre parole, tali caste giornalistiche non rappresentano il panorama politico culturale del paese, ma quello partitocratico da cui dipendono. E contro gli interessi di una democrazia sana, contribuiscono alla loro sopravvivenza.

I finanziamenti pubblici, e quindi la dipendenza dai partiti, ha fatto emergere schiere di giornalisti collusi e vittime del mondo partitocratico. Il risultato è duplice.
Da una parte i potenti, essendo circondati da maggiordomi, possono continuare a nascondere lo sporco sotto il tappeto e sopravvivere a se stessi. Dall'altra i cittadini sono costretti a bersi una realtà filtrata faziosamente da giornalisti compiacenti.
Situazione che alimenta quella bieca faziosità politica che ostacola lo sviluppo politico culturale di una società. I finanziamenti pubblici all'editoria, inoltre, impediscono ai cittadini di selezionare i progetti editoriali migliori e quindi di favorire un ricambio e una dinamicità culturale nella società.

Insomma, oltre ad essere sbagliato, i finanziamenti pubblici all'editoria sono profondamenti dannosi per la democrazia. Se poi un Paese decidesse di avere spazi di servizio pubblico, come dovrebbe essere la Rai, allora che lo siano veramente. In Rai gli spettatori dovrebbero usufruire di un informazione libera e indipendente, dovrebbero contare su giornalisti impegnati a cercare la verità e indaghare senza distinzioni di parte. Su giornalisti che in virtù della loro posizione di privilegio aiutino i cittadini a comprendere fatti e dinamiche complesse senza sconti a nessuno, senza ipocriti filtraggi. E invece da sempre la Rai è una porcilaia partitocratica mantenuta a spese dei contribuenti.








Fonte: pubblicato il


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