Mancanza di cibo e prezzi più alti nei Paesi poveri: piano di emergenza richiesto da Onu

Quello della mancanza di cibo è il pericolo più grave mai affrontato da 45 anni a questa parte secondo il Pam e l'ONU. Bisogna fare qualcosa

Per la prima volta in 30 anni, la carenza di prodotti alimentari sta generando una serie di proteste in tutto il mondo: ieri è stata la volta del Bangladesh, in fermento per la carenza d'acqua, ma anche la Cina è molto preoccupata.
La crisi alimentare del 2008 metterà alla prova l'affermazione di Amartya Sen, un economista indiano, il quale sostiene che le carestie che non possono accadere nelle democrazie. E le carestie di massa tradizionalmente significano fame.

Il ceto medio  dei paesi poveri,  sono  costretti a rinunciare a cure sanitarie e a ridurre il consumo di carne, in modo da garantire tre pasti al giorno. Circa un miliardo di persone, oggi,  vive con 1 $ al giorno. Se, da una stima conservativa, il costo del cibo va aumentando del 20% (in alcuni luoghi anche di più), altre 100 milioni di persone potrebbero essere costretti a vivere sotto la soglia della povertà. La Banca mondiale e le Nazioni Unite chiedeno a gravnvoce un "new deal" per la crisi alimentare. Ma ottenere questo tipo di aiuto non è così facile, soprattutto perché è necessario un intervento che crei delle buone prassi nel lungo periodo.

In questo, il contributo del PAM, il programma alimentare mondiale, potrebbe essere risolutivo. L'allarme lanciato dal Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) all'incontro organizzato a Londra dal premier britannico, Gordon Brown, sull'emergenza legata all'aumento incontrollato dell'inflazione mondiale, Per il direttore esecutivo del Pam, Josette Sheeran, si tratta del "pericolo più grave mai affrontato in 45 anni di storia" dell'agenzia Onu, che per essere superato richiede una "risposta globale".








Fonte: pubblicato il


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