Internet in Europa e in Italia: quanti cittadini la utilizzano. Statistiche aggiornate

Quanti sono realmente i cittadini che utilizzano la grande Rete? Ci siamo posti molte volte questa domanda, è tempo di dare una nuova risposta

Dalla relazione della Commissione europea intitolata "i2010 - una società europea dell'informazione per la crescita e l'occupazione" presentata oggi per fare il punto sull'iniziativa i2010, lanciata nel 2005, che costituisce la strategia digitale dell'Ue per la crescita e l'occupazione, emerge che nel 2007 gli utenti di Internet in Italia sono stati quasi il 35% della popolazione e la media europea è stata addirittura del 50%. Praticamente oltre 250 milioni di cittadini dell'Ue hanno utilizzato regolarmente Internet e 40 milioni di questi sono stati nuovi utenti.

Nell'Unione europea il settore delle telecomunicazioni rappresenta quasi il 50% della crescita della produttività ed ogni anno aumentano gli investimenti delle imprese in questo settore: nel 2007 hanno superato i 50 miliardi di euro.

Dal documento risulta, inoltre, che l'80% degli utenti ha una connessione a banda larga, e questo indica quanto nell'Ue si sia diffusa questa tecnologia, soprattutto negli ultimi 5 anni. Nel 2001 le scuole che possedevano una connessione veloce quasi non esistevano, oggi sono i due terzi del totale e soltanto il 4% di tutte le scuole dell'Unione europea non dispone ancora di una connesse a Internet.

Anche i medici utilizzano una connessione veloce e più della metà dei dottori invia o riceve i dati dei pazienti per via telematica, mentre 5 anni fa erano solo il 17%; persino i risultati degli esami di laboratorio vengono trasmessi in digitale. Considerando il settore delle imprese i numeri sono ancora più alti: il 77% delle aziende dell'Ue possiede una connessione a banda larga e fa operazioni bancarie in Internet. Anche nel pubblico si sono fatti grandi progressi: il 60% dei servizi pubblici è integralmente disponibile in rete.

Nonostante questi dati, però, non è da tralasciare la parte dell'Europa che resta lontana da Internet: sono il 40% degli europei, distribuiti in Romania, Bulgaria e Grecia, con percentuali superiori al 60%. La differenza con il 13% dei danesi o olandesi che non utilizzano la tecnologia in rete è significativa. E anche per i servizi pubblici ci sono enormi differenze: mentre in Austria, Portogallo, Malta e Repubblica Ceca il 100% dei servizi pubblici di base per le imprese sono riversati in Internet, in Bulgaria la percentuale è del 15%, in Polonia del 25% e in Lettonia del 30%.


La Commissione Ue, quindi, lancerà presto progetti di sostegno ai servizi pubblici paneuropei, ai servizi transfrontalieri di firma elettronica e pubblicherà guide sui diritti degli utenti di servizi digitali, nell'ambito dello sviluppo del mercato unico delle telecomunicazioni. Ma, nel periodo 2008-2010, dovrà anche potenziare la ricerca in questo settore che, in Svezia, Finlandia e Danimarca ha numeri più alti degli Stati Uniti, ma in Slovacchia, Lettonia e Polonia è al di sotto dell'1%.

"È particolarmente positivo constatare che nell'UE il 77% delle imprese, il 67% delle scuole e il 48% dei medici colgono i vantaggi offerti dalle connessioni veloci a banda larga" ha commentato Viviane Reding, commissaria europea responsabile della società dell'informazione e dei media. " Tuttavia, alcune regioni dell'UE sono ancora in ritardo e non sono completamente connesse."








Fonte: pubblicato il


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