Finanziamenti e sostegno piccole medie imprese italiane, francesi, rumene, turche e libanesi

La volontà di Bruxelles è quella di creare un unico, grande mercato di libero scambio tra i Paesi bagnati dal Mediterraneo entro il 2010.

La volontà di Bruxelles è quella di creare un unico, grande mercato di libero scambio tra i Paesi bagnati dal Mediterraneo entro il 2010.

L'atto costitutivo è stato firmato ieri alla presenza del Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini e del Vicepresidente con delega al Mezzogiorno, Francesco Sgherza, dai sei fondatori che hanno firmato l’atto costitutivo della Comunità euro-mediterranea. Oltre a quelli italiani, erano presenti i rappresentanti delle piccole e medie imprese di Francia, Romania, Turchia, Tunisia e Libia.
Durante l’incontro costitutivo della Comunità è stato nominato anche il Consiglio direttivo in carica per i prime tre anni.


  Antonio Laforgia, presidente dell’Upsa Confartigianato Bari e vicepresidente della Camera di Commercio del capoluogo pugliese, è stato indicato presidente della Comunità delle PMI del Mediterraneo, mentre i due vicepresidenti saranno il francese Andrè Bendano ed il turco Bendevi Palandeken. La sede legale della Comunità coinciderà con quella nazionale di Confartigianato Imprese, mentre si ipotizza di insediare a Bari la sede operativa italiana.

  “Questa iniziativa nasce da una nostra presa di posizione per intensificare la cooperazione e l’integrazione tra le piccole imprese dell’area del Mediterraneo. Un’esigenza che nasce dalla debolezza nel riuscire a fare sistema in questa zona, soprattutto in contrapposizione con la forza delle filiere produttive dell’Estremo Oriente”. Queste le prime parole del neo presidente Laforgia, che ha poi aggiunto: “Questa esigenza è rafforzata dalla difficoltà di realizzare quell’area di libero scambio voluta dall’Unione europea entro il 2010. La Comunità euro-mediterranea delle piccole imprese sarà, in questo senso, un interlocutore autorevole e rappresentativo nei rapporti con le Istituzioni comunitarie”.

  Il primo passo della Comunità andrà verso “l’analisi della realtà delle imprese coinvolte - ha continuato Laforgia - creando apposite iniziative per sviluppare ed agevolare l’accesso al microcredito da parte di queste realtà produttive”. Una volontà confermata anche dagli altri rappresentanti nazionali, a cominciare da Andrè Bendano, per il quale “la piccola e media impresa è in grado di risolvere i problemi dell’occupazione in maniera molto più efficace rispetto alle grandi multinazionali”. La Comunità euro-mediterranea, anche grazie alla collaborazione di Paesi come l’Italia e la Francia, dove la tradizione delle piccole e medie imprese artigiane è particolarmente sviluppata, “continuerà a sostenere e l’integrazione tra tutte le diverse realtà economiche che operano sulle sponde del Mediterraneo, incrementando le realtà meno siluppate”.


    Questo l’auspicio del vicepresidente turco Bendevi Palandöken, che con il suo intervento ha chiuso l’assemblea costitutiva della “Comunità delle PMI del Mediterraneo”. Per le imprese italiane, che soltanto nel 2006 hanno esportato prodotti nell’area del Mediterraneo per circa 20 miliardi di euro, l’opportunità di sviluppare una rete consolidata di rapporti con le piccole imprese dell’area euro-mediterranea è fondamentale “per imporsi nella competizione globale.





Fonte: pubblicato il


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