Economia 2008 Unione Europea: crescita minima, inflazione alta e problema debiti e mutui

La Banca Centrale Europea esorta i Paesi membri a cercare di risollevarsi dalla situazione attuale, mostrando le previsioni per il 2008

Nell'area euro il Pil dovrebbe continuare a crescere nel 2008, sostenuto dalla domanda interna e da quella esterna, ma la crescita sarà minore rispetto al 2007. Sarà la domanda delle economie emergenti e l'incremento degli investimenti a stimolare maggiormente l'attività economica europea.

La disoccupazione continua a diminuire e la moderazione salariale ha contribuito ad un miglioramento della condizione economica del lavoratori, ma il loro potere d'acquisto ha risentito del rincaro dei prodotti energetici e alimentari.

Le prospettive di crescita dei consumi sono quindi incerte, a causa anche delle persistenti turbolenze dei mercati finanziari che "potrebbero perdurare più a lungo di quanto di pensasse inizialmente". E continuerà per i prossimi mesi anche l'inflazione elevata, che dovrebbe mantenersi al di sopra del 2%. A causa di aumenti significativi dell'inflazione nel medio periodo, non si allontana ancora "il rischio che il processo di formazione dei salari e prezzi acuisca le pressioni inflazionistiche". La BCE ritiene fondamentale evitare questi effetti e seguirà attentamente le trattative salariali all'interno dell'area euro "al fine di preservare la stabilità dei prezzi".

Da evitare assolutamente sono anche "le forme di indicizzazione delle retribuzioni nominali ai prezzi al consumo" che potrebbero "innescare una spirale salari-prezzi con ricadute negative sull'occupazione". In particolare, potrebbe essere superiore alle attese il potere di formazione dei prezzi delle imprese nelle fasce di mercato a bassa concorrenza mentre "si potrebbe generare una crescita salariale più vigorosa del previsto".

"L'indebitamento delle famiglie è rallentato negli scorsi mesi", ma continuano a prevalere i rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio termine e continua "l'assenza di indicazioni significative riguardo a limitazioni nell'offerta di prestiti bancari alle famiglie e alle società non finanziarie".


Secondo la BCE le riforme strutturali stanno andando nella giusta direzione, anche se l'obbiettivo della strategia di Lisbona dell'occupazione al 70% è ancora lontano.








Fonte: pubblicato il


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