Ballottagio per sindaco di Roma elezioni 2008: Rutelli o Alemanno il vincitore? Si cercano alleanze

L'ultima frontiera difendibile del centrosinistra è il ballottaggio del 27 Aprile, che in caso di sconfitta certificherebbe anche simbolicamente il passaggio a destra del paese, con la conquista della capitale da parte del Pdl.

L'ultima frontiera difendibile del centrosinistra è il ballottaggio del 27 Aprile, che in caso di sconfitta certificherebbe anche simbolicamente il passaggio a destra del paese, con la conquista della capitale da parte del Pdl.

I voti dell'Udc potrebbero infatti risultare decisivi per chi vorrà salire al Campidoglio. Ecco perché Veltroni auspica il sostegno degli uddiccini alla candidatura di Rutelli; auspicio al quale Casini risponde ricordando che "all'interno del partito ci sono opinioni diverse e che la scelta verrà fatta direttamente dai nostri dirigenti di Roma". Una sorta di melina da parte dell'ex alleato berlusconiano, derivante dalf atto che, fino a poche settimane fa, l'pposizionew dei suoi nei confronti della giunta dell'ex sindaco Walter Veltroni era stata poderosa. "Penso che tra Udc e Pd, nel rispetto delle differenze, si possa e si debba trovare un punto di convergenza sul rispetto delle regole e anche nel merito", insiste Veltroni, che nell'incontro ha comunque trovato prime convergenze importanti sulla linea eventualmente comune da tenere in Parlamento.

Ma a lanciare un appello all'Udc ci pensa anche Silvio Berlusconi, unito a quello rivolto alla "Destra" storaciana. "Spero nel loro senso di responsabilità affinché anche a Roma, come in altre città italiane, indirizzino il voto dei loro elettori verso i candidati del centro-destra. Sono convinto che tutti gli elettori che non si riconoscono nella sinistra non vogliano che la dialettica tra i partiti del centro-destra si risolva in un favore fatto alla sinistra".

Dal canto loro, i centristi romani fanno sapere la loro posizione: "Tra Alemanno e Rutelli l'Udc a Roma potrebbe scegliere la terza via: lasciare a elettori e militanti libertà di scelta". Per cercare di scogliere l'intricato groviglio intestino, come Casini stesso aveva fatto intendere nel corso dell'ultima puntata di "Ballarò", per questo sabato sono previste le primarie interne al partito, per decidere chi sostenere nel ballottaggio, visto che un eventuale apparentamento deve essere ufficializzato entro domenica. Decisione non facile, tra chi non riesce a sopportare la presenza della sinistra radicale a sostegno di Rutelli, e chi invece non vede di buon occhio la probabile "reunion" post-fascista, sull'asse Alemanno-Storace, in barba agli stracci reciprocamente lanciatisi sino a pochi giorni fa nel corso della campagna elettorale.

Nel frattempo, Rutelli sembra ostentare sicurezza, dall'alto dei circa ottantamila voti in più raggranellati alla prima consultazione, che in termini percentualistici vuole dire un 45,8, contro un 40,7. Ma in cuor suo sa benissimo che la partita è apertissima, come d'altronde si legge tra le righe di questa sua dichiarazione: "Ci muoveremo in questa settimana o poco più di campagna elettorale per il voto dei romani, per il voto delle persone. E' chiaro, sarà molto importante l'orientamento che verrà dai partiti che non sono arrivati al ballottaggio". Tra questi, il quasi un per cento raggranellato da Franco Grillini in lista con i socialisti, che tradotto numericamente significa circa quattordicimila voti: nella situazione incerta in cui si trova questa elezione, potrebbero fare la differenza. Grillini ha fatto sapere di non aver ancora sentito direttamente Rutelli, e che sarebbe disposto a far confluire il suo elettorato soltanto al prezzo di un "patto laico" riconosciuto dal candidato Pd.


Un altro uscito con le ossa rotte dalla consultazione capitolina, Mario Baccini, comunica già che di Pd non ne vuol sentir parlare.

Sull'altro fronte, Gianni Alemanno deve affrontare in queste ore una forte polemica con la comunità ebraica romana, preoccupata per l'alleanza con la destra di Storace, definita come "un fatto gravissimo" in una intervista per "Repubblica" dal presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici. Parole che Alemanno ha immediatamente commentato piuttosto duramente: "Perplessità eccessive. Ho parlato con Pacifici, ma devo far notare che Storace è stato in Israele prima di Fini. Terremo in considerazione l'opinione della comunità ebraica, ma non accetteremo veti".





Fonte: pubblicato il


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