Scudo antimissile in Europa est per la Nato si potrebbe fare. Unica concessione a Usa

Ecco il resoconto del summit della Nato avvenuto pochi giorni fa

Dal summit della Nato è arrivato l'invito ad Albania e Croazia a entrare nella Nato, mentre per la Macedonia l'ingresso sara' subordinato alla soluzione della 'querelle' con la Grecia sul nome. Una scelta contestata dalla delegazione di Skopje che ha abbandonato il summit per protesta.

Nel documento finale si sottolinea anche l'importanza dello scudo antimissile americano, avversato da Mosca, per la difesa degli alleati europei.
E sarà, questo, un possibile elemento di tensione nei colloqui tra i leader dei 26 alleati e il presidente russo Vladimir Putin, che arriva questa sera a Bucarest.

La decisione più attesa riguardava le due repubbliche ex sovietiche, cui George W. Bush avrebbe voluto accordare subito il Map, anticamera per l'ingresso. "Abbiamo convenuto che questi Paesi diventeranno membri della Nato", ha spiegato il segretario generale dell'Alleanza, Jaap de Hoop Scheffer, "sosteniamo la loro richiesta di un Piano d'azione e avvieremo un dialogo ad alto livello per affrontare le questioni ancora aperte".

Il riferimento in particolare è alle divisioni sulla Nato in Ucraina e alle tensioni separatiste e al processo di democratizzazione in Georgia.

La situazione sarà riesaminata alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato di dicembre, dove potrebbe ai due Paesi potrebbe essere assegnato il Map se ve ne fossero le condizioni.
La Georgia ha salutato l'assicurazione della Nato di una futura ammissione nell'Alleanza come "una svolta storica", nelle parole del ministro degli Esteri, David Bakradze. Soddisfazione è stata espressa anche dall'Ucraina: il presidente, Viktor Yushchenko, ha definito "una vittoria" l'impegno ad ammettere in futuro Kiev mentre ha liquidato la decisione di non concedere un Piano d'azione per l'adesione (Map) a Kiev e Tbilisi "un compromesso politico".


Ma da Mosca il vice ministro degli Esteri russo, Alexander Grushko, ha liquidato come "grave errore" l'apertura della Nato e ha paventato "ancora più gravi conseguenze" per la sicurezza in Europa.

Al summit, Stati Uniti e Repubblica Ceca hanno raggiunto un accordo per l'installazione nel Paese europeo del radar per lo scudo antimissile americano.
Nicolas Sarkozy ha invece confermato che la Francia invierà 700 soldati nell'est dell'Afghanistan, permettendo quindi alle truppe americane schierate in quell'area di trasferirsi a sud e affiancare i canadesi nei combattimenti contro i talebani.

Nel tormentato Paese asiatico, i Paesi membri della Nato hanno confermato un "impegno saldo e a lungo termine", ma hanno fissato la scadenza del 2010 per rendere le forze armate afghane in grado di difendersi da sole.
 
I punti chiave del documento finale:

SCUDO ANTIMISSILE: La Nato accoglie con favore "il contributo sostanziale alla protezione dei paesi alleati che sarà dato dal sistema anti-missilistico statunitense installato nell'Europa orientale" chiede alla Russia di superare le resistenze al progetto accettando di cooperare col il progetto Usa da "raccordare" con uno europeo. I vertici militari dell'Alleanza sono stati incaricati di "sviluppare opzioni per una architettura di difesa missilistica che estenda la copertura al territorio di ogni alleato e popolazione non coperti altrimenti dal sistema americano".

AFGHANISTAN: il piano strategico prevede che i partner "mantengano un impegno a lungo termine condiviso"; sostengano "lo sviluppo delle forze afghane"; consentano "la massima flessibilità" nell'uso dei contingenti, limitando ulteriormente i 'caveat' in vigore per alcuni contingenti, come l'italiano. L'obiettivo è arrivare a "un esercito afghano dotato di 80 mila uomini di effettivi entro il 2010".

I NUOVI MEMBRI E GLI ESCLUSI: per la resistenza della Grecia "non è stato possibile estendere l'invito anche alla Macedonia", ha spiegato il segretario generale dell'Alleanza, Jaap de Hoop Scheffer, confermando però che " l'invito sarà fatto alla Macedonia non appena sarà trovata una soluzione sul nome". Per quanto riguarda Georgia e Ucraina, malgrado il forte appoggio statunitense i due Paesi non hanno ottenuto lo status di preadesione 'Map' (Membership Action Plan). Ma Scheffer ha comunque lasciato aperta la porta alla speranza che le due ex repubbliche sovietiche "un giorno, non appena saranno pronte, entreranno nella Nato".








Fonte: pubblicato il


Torna su