Programmi Pd e Sinistra Arcobaleno: le principali differenze sottolineate dai leader per elettori

Mancano pochi giorni al voto delle elezioni, ecco la situazione politica attuale

I due leader di quello che sino a poco tempo fa poteva essere chiamato centrosinistra, definizione oramai vetusta dopo la formazione di nuovi soggetti politici, vale a dire il Partito Democratico e la Sinistra Arcobaleno, attraverso una serie di dichiarazioni e un paio di interviste rilasciate a poche ore di distanza l'una dall'altra, confermano quelli che sono i punti di distinzione che hanno determinato ciò che lo stesso Veltroni, poco tempo fa, ha dichiarato essere stata una "separazione consensuale"; oltre questo, l'obiettivo di entrambi è naturalmente il tentativo di convincere l'ampia schiera di incerti che ancora caratterizza quasi un terzo del potenziale elettorato, a votare la propria parte piuttosto che l'altra.

Priorità veltroniane: precariato, "delegificazione", riforme - Sul suo sito-web, "Affari Italiani" incalza il segretario PD su una serie di questioni, cominciando dai primi provvedimenti previsti da Veltroni nel caso di vittoria elettorale. La sollecitazione porta a discutere di precariato, che lo stesso Veltroni giudica come "il male peggiore"; da qui si passa al progetto di "delegificazione", vale a dire la volontà di ridurre le circa ventimila leggi attualmente in vigore a cinquemila già entro questo 2008, continuando l'operazione anche negli anni successivi.

Altro tema, ripetutamente messo in rilievo durante gli ultimi incontri pubblici, il contributo di circa 600 euro per circa tre milioni di famiglie italiane, con una media che scende invece a 400 includendone altre due milioni di famiglie, considerate in una fascia medio-bassa; una soluzione contestata a destra e sinistra, ma che Veltroni difende ricordando che (almeno a destra), questa ipotesi di sostegno a cinque milioni di nuclei familiari non è stata neanche contemplata.

C'è poi il rituale passaggio sulle riforme, per le quali "c'è bisogno di discutere con tutti", cosa che però non significa ritorni a "vecchie alleanze". "Serve una sola Camera che fa le leggi, e i parlamentari possono passare da quasi mille a 570", chiosa Veltroni sull'argomento.

Quando viene chiesto all'ex sindaco di Roma un motivo per convincere gli indecisi a votare per il suo partito, di motivi ne vengono indicati due: io primo "squisitamente politico", considerando il bisogno dell'Italia di uscire dal pantano in cui si è cacciata negli ultimi tre lustri ("Abbiamo perso troppo tempo a parlare di televisioni e comunisti..."); l'altro per dare concretezza alla crescita e all modernizzazione del paese, che chiaramente Veltroni ritiene fattibile soltanto votando PD.

Questione sociale, politica estera, "veltrusconismo": dubbi e certezze secondo Bertinotti - Da parte sua, il leader di SA interviene nel dibattito rispondendo alle domande di alcuni giornalisti del gruppo Gmc per "Speciale Elezioni 2008", incontro organizzato da "Adn kronos". E preferisce partire riconoscendo un punto a favore del lavoro svolto nella precedente legislatura dall'Unione: "La politica estera del governo Prodi è stata la sua cosa migliore. Il compromesso realizzato sulla politica internazionale ha sempre privilegiato la pace sulla guerra e il dialogo sullo scontro tra civiltà", sono state le parole di Bertinotti, che si è spinto ad affermare che "persino in Afghanistan il compromesso realizzato mi è sembrato interessante".
Del tutto opposto invece il giudizio rispetto alla questione sociale, sulla quale "il governo ha deluso, perché contrariamente al suo programma è progressivamente slittato verso una politica dei due tempi". Fin qui la critica al recente passato, per cui il futuro di SA dovrà essere caratterizzato da "quello che non è stato fatto negli ultimi venticinque anni". Il riferimento è a un trend economico nel rapporto salari-profitti-rendite unidirezionale e assolutamente nocivo per il paese, di cui anche il governo Prodi si è rivelato incauto protagonista nel biennio appena trascorso, durante il quale si è registrata una progressiva riduzione del potere d'acquisto.

Viene poi aperto il capitolo "Veltrusconi", ovvero l'ipotesi di una "grande coalizione" in caso di pareggio elettorale. Bertinotti la giudica una "formula corsara", frutto delle interpretazioni giornalistiche, ma che contiene una "verità interna" determinata dalla corsa ad accaparrarsi un aparte dell'elettorato di centro da parte di Pd e Pdl. Ecco perché bisognerà abituarsi sempre di più a una serie di "trasmigrazioni tra i due campi", che per l'appunto può e deve essere combattuta e arginata soltanto attraverso una significativa affermazione della Sinistra Arcobaleno.

Infine un commento alle dichiarazioni del coordinatore Pd Goffredo Bettini, che ha focalizzato l'importanza del prossimo voto soltanto sulla competizione Pd Pdl, e in particolar sul confronto Veltroni-Berlusconi- Per Bertinotti si tratta di "un colpo di piccone sulla Repubblica parlamentare", che dal suo punto di vista così facendo verrebbe sostituita con una pericolosa forma di presidenzialismo, tutto a discapito di una sana democrazia: "Da due coalizioni si passa a due soli partiti, poi a due sole persone. Ma attenzione -è il monito finale-, perché il rischio è che poi basti una persona sola..."

Appendice dalla "sinistra-sinstra" - A smuovere le acuqe del confronto eòettoprale ci pensa anche il candidato premier del Partito Comunista dei lavoratori Marco Ferrando, il quale invita a un confronto televisivo sia Veltroni che Bertinotti. "Rinnoviamo l'appello al contraddittorio, e lo richiediamo fra i candidati premier che fanno riferimento al popolo della sinistra. Ogni dirigente potrà così assumersi le proprie responsabilità, per far emergere le differenze fra noi e chi si e' compromesso con il Governo Prodi-Padoa Schioppa".
Ferrando invita a guardare, oltre che all'esito della consultazione della prossima settimana, anche alle prossime elezioni amministrative comunali e provinciali in programma a Bologna nel 2009, quando il suo partito sarà presente con il proprio simbolo e propri candidati: "La nostra presenza alle amministrative è indice di radicamento sul territorio e marca una differenza netta con la sinistra Arcobaleno, che in molti casi e' alleata al Pd. Bologna avrà un significato ancor più particolare, visto che è stata un laboratorio per la nascita del Pd e per l'elaborazione delle sue politiche nazionali".





Fonte: pubblicato il


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