Leggi contro aumento prezzi e inflazione al vaglio del Governo Prodi.Rischio stagflazione Italia

Le entrate a marzo sono aumentate del 10,1%, e in base alle prime stime il governo italiano potrà salutare il 2008 con in tasca risorse supplementari da spendere. Ma a crescere, per non dire lievitare, è stata anche l'inflazione

Le entrate a marzo sono aumentate del 10,1%, e in base alle prime stime il governo italiano potrà salutare il 2008 con in tasca risorse supplementari da spendere. Ma a crescere, per non dire lievitare, è stata anche l'inflazione, che nell'ultimo mese ha toccato il 3,3% di aumento su base annua contro il 2,9 di febbraio, raggiungendo il livello più alto dal settembre 1996. Nella stima preliminare dell'Istituto statistico l'aumento mensile dei prezzi ha raggiunto lo 0,5%. L'Italia è di poco sotto la media europea: in zona euro il rialzo dei prezzi al consumo è stato del 3,5%.

Dati alla mano, il governo si impegna a intervenire. Alla fine del Consiglio dei ministri di martedì mattina, il ministro per l'Attuazione del programma, Giulio Santagata, in conferenza stampa ha tirato le prime somme. Con una premessa: "siamo un governo in uscita, con poteri limitati, e in campagna elettorale". La decisione a cui si è arrivati è stata quella di proporre all'opposizione un pacchetto di misure urgenti per intervenire sui prezzi, alleggerendo così il peso dei rincari che grava sulle famiglie. Misure che potrebbero poi, previa consultazione dell'opposizione, essere varate con un decreto legge, che dovrà comunque tenere conto della compatibilità di bilancio e dei vincoli di Bruxelles. Santagata, ha annunciato che si sta vagliando l'idea di verificare la praticabilità della sterilizzazione della quota fiscale di alcune tariffe che sono state aumentate dalle Authority, in particolare di quelle energetiche, sulla falsa riga delle misure adottate per i carburanti con la finanziaria 2008. Il ministro ha sottolineato l'origine "non totalmente interna" del fenomeno inflazionistico, dovuto anche a componenti speculative internazionali sui prezzi delle materie prime energetiche e alimentari. Ma a preoccupare il governo è il "versante del potere d'acquisto".

A sollevare la questione prezzi in Consiglio e a chiedere di intervenire con un decreto, sono stati i ministri della Sinistra Arcobaleno, che hanno affrontato a spada tratta i colleghi del Partito Democratico. C'è poi un'altra richiesta che viene dalla SA: l'applicazione della norma della Finanziaria (articolo 1 comma 4) che destina l'extragettito ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Paolo Ferrero, ministro per la Solidarietà sociale, ha riferito che per arrivare ad una decisione non sono mancate le discussioni: "ci è stato detto che bisogna sentire la destra e sarà Prodi a farlo, ma anche che ci sono i vincoli imposti da Bruxelles. Ne ho piene le scatole di Bruxelles -ha tuonato il ministro- ci sono i vincoli comunitari ma ci sono anche le famiglie che non arrivano a fine mese".

Il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha annunciato: "Abbiamo chiesto il blocco degli aumenti dei prezzi", e , poiché "con l'extragettito i soldi in cassa ci sono, è doveroso ridurre subito i rincari che pesano nelle tasche dei cittadini". Dello stesso parere è il candidato premier della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti. Pecoraro Scanio ha indicato anche la via da seguire per bloccare le tariffe di luce, gas e carburanti: intervenire sulle tasse. Oliviero Diliberto (Pdci) chiede di aumentare simmetricamente i salari e le pensioni.

Chi ha alzato di più i toni è stato Fabio Mussi, Ministro dell'Università e della ricerca, che ha attaccato sul frangente elettorale: "Visto che si annunciano per maggio, in caso di vittoria del Pd, interventi per minori entrate e maggiori spese per decine di miliardi di euro, si potrà fare qualcosa già adesso per le famiglie che non ce la fanno? Non mi sembra una posizione estremista: c'è un extragettito, e c'è una norma della Finanziaria, che però non si applica". Mussi si è rivolto poi direttamente al leader e candidato del Pd, chiedendosi se "ci sarà un limite a fare il verso a Berlusconi", e ha concluso con un "viene il sospetto che le promesse di Veltroni sono buone fino al 14 aprile...".


Per ora l'opposizione boccia l'ipotesi di un decreto bipartisan. Silvio Berlusconi dice di non saperne nulla, Silvio Bondi (Fi) sigla come "presa in giro" una proposta del genere fatta a una settimana dal voto. Critico poi Antonio Lirosi, Garante nazionale per la sorveglianza dei prezzi: "L'attività di controllo dei prezzi va fatta sempre, ma se l'avessimo condotta prima forse avremmo avuto meno problemi".

Sul fronte pensioni, indipendentemente da come verrà affrontato il tema dei prezzi, c'è già un 'patto' bipartisan. A siglare l'accordo informale sono stati Gianfranco Fini e Dario Franceschini nell'arena di Porta a Porta, che rifuggono dal definire questa mossa congiunta come "inciucio", specificando che rimarranno comunque "avversari per tutta la vita". Il patto suona più o meno così: chiunque vinca le elezioni, maggioranza e opposizione voteranno insieme un provvedimento di sostegno ai pensionati, basato sull'adeguamento automatico delle pensioni al prezzo dei beni di prima necessità.
Proposta-intento che si staglia sullo sfondo delle varie promesse elettorali fatte ai pensionati: quella di Berlusconi di collegare le pensioni al costo della vita, quelle di Veltroni di aumentarle, arrivando a un massimo di 400 euro annui, ai pensionati over 65 che percepiscono fino a 55mila euro l'anno, e di modificare il meccanismo di indicizzazione introducendo una variabile collegata alla situazione economica generale del Paese.

E mentre il governo misura i primi passi per un intervento anti-carovita, arriva l'allarme del Cerm: gli economisti intravedono il rischio 'stagflazione', combinato disposto di inflazione e mancanza di crescita.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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