Sondaggi finali per voto elezioni Aprile 2008 indicano il 30% indeciso. Gli ultimi 10 giorni decisiv

A dieci giorni dalle elezioni, restano aperte ancora tutte le possibilità. Il PD spera nella rimonta finale

Tutte le rilevazioni danno il Popolo della libertà in vantaggio rispetto al Partito democratico, di circa sei punti percentuali. Gli strateghi del loft non considerano la distanza incolmabile e guardano con attenzione - e fiducia - all'altro dato che emerge dalle indagini: il trenta per cento degli elettori si colloca nel novero degli indecisi e, assicura il presidente di Ipsos Renato Manheimer, il dieci deciderà praticamente all'ultimo istante.

La partita, insomma, non è affatto scontata e l'esperienza (in primis quella recentissima, che risale a due anni fa) ci insegna che i recuperi degli ultimi giorni sono possibili. Alla grammatica dell'andamento delle partite elettorale, si aggiunge la fattura del "Porcellum" che assegna, per quanto riguarda il Senato, il premio di maggioranza localmente rendendo ancora più incerto il computo finale. Cinque sarebbero al momento le cosiddette regioni in bilico: la Liguria, la Sardegna, l'Abruzzo, la Calabria e il Lazio. Qui la distanza tra i due principali contendenti oscilla tra l'uno e il due per cento.

Il problema della futura composizione del Senato è tuttavia, se possibile, ancora più complicata di due anni fa. Nella tornata odierna ci sono tre formazioni - l'Udc, la Sinistra l'arcobaleno, la Destra - che rimangono di fatto fuori dalla possibilità di vincere la contesa ma, nello stesso tempo, la struttura di Palazzo Madama dipende fortemente dalle loro performance. La legge elettorale, com'è noto, pretende che una lista fuori coalizione (come sono, appunto, le tre citate) raggiunga l'alta soglia dell'otto per cento per eleggere - regione per regione - rappresentanti in Senato. Il fatto è che soprattutto la Sinistra l'arcobaleno e l'Udc (il discorso, per la Destra, può valere per il solo Lazio) sono al limite in parecchie regioni.

Nel caso, ad esempio, che non riuscissero a superare il fatidico gradino, le preferenze incassate se le accaparrerebbe la seconda lista classificata, visto che la prima ha diritto allo "scatto" diretto al 55 per cento (o più, se va oltre questa percentuale). Si verifica, così, una situazione a dir poco paradossale: al Popolo della libertà conviene, nelle regioni dove è sicuro di vincere (Lombardia, Veneto, Sicilia) che sinistra e Udc facciano il pieno, in modo da sottrarre senatori al Partito democratico. Lo stesso conviene al Pd, nelle proprie roccaforti: Emilia Romagna, Toscana, Umbria. La partita di Palazzo Madama, di fatto, sarà decisa dalle prestazioni della sinistra, dello scudo crociato, della fiamma tricolore. Quasi ovunque, specie le prime due, a pochi decimi dalla rappresentanza.





Fonte: pubblicato il


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