Veltroni-Berlusconi dibattito televisivo? Le distanze sembrano accorciarsi secondo alcuni sondaggi

Veltroni si prepara alla cosiddetta 'rimonta finale', sperando nel 'popolo delle primarie'

"Il risultato dipende anche da te -scrive il leader Pd nella lettera spedita al "popole delle primarie"-. Da te dipende quello che insieme potremo fare. Quello che insieme faremo per l'Italia".

Dunque il Pd si affida al popolo delle primarie per la tanto auspicata "rimonta finale" in questi ultimi giorni di campagna elettorale: la richiesta è quella di un "impegno straordinario" nelle poche settimane che rimangono, attraverso un passa-parola finalizzato a raccogliere la preferenza di quegli indecisi, che ancora sembrerebbero costituire più di un terzo dell'elettorato. L'appuntamento è fissato per domenica, quando verranno nuovamente allestiti i circa 12.000 seggi utilizzati nello scorso ottobre, in circa 6.000 comuni, tenuti aperti da 100.000 volontari. Nei gazebo ci sarà materiale elettorale vario, compreso un vademecum con 12 azioni da intraprendere per convincere a votare Pd; altro obiettivo, quello di reclutare almeno un milione di persone che si rendano disponibili per il rush finale prima del 13 aprile, come ha dichiarato uno dei promotori dell'iniziativa, Ermete Realacci.

Rimonta finale incoraggiata anche dagli ultimi sondaggi diffusi, che in particolare sembrano disegnare alla Camera alta uno scenario non così dissimile da quello lasciatoci dietro le spalle con la scorsa legislatura. Il tutto emerge da uno studio eseguito da Ipr Marketing, attraverso un'indagine sulle regioni in bilico, determinate da un sistema elettorale figlio del porcellum a firma Calderoli, nel 2006, pochi giorni prima di lasciare la poltrona di ministro per le Riforme, ereditata dopo la malattia del Senatùr Umberto Bossi.
Un Senato difficilmente governabile, dunque, nel quale anche se il Pdl vincesse con il 6-7% di scarto, come pronosticato dai più, potrebbe raggiungere al massimo un vantaggio di cinque senatori rispetto alle opposizioni, avendo quindi una maggioranza di molto simile a quella dell'ultimo governo Prodi.

Tentando di accorciare le distanze, Veltroni continua a premere anche sul tema del confronto-tv.
Un orecchio dal quale Berlusconi pare non sentire, appellandosi ai divieti della par-condicio, laddove la par-condicio in passato era reclamata per ottenere lo stesso risultato: un gioco che il Cavaliere ha ripetuto, invertendo i ruoli, prima quando il candidato era Rutelli, poi quando si è nuovamente trovato a competere con Romano Prodi. Ora che, essendo in vantaggio e avendo un avversario mediaticamente temibile, il confronto-tv nuovamente non gli torna utile, il signore di Arcore prova a nascondersi cercando di non dare troppo nell'occhio. Ma non è detto che la tattica riesca a portarlo sino al 13 aprile senza evitare il rischio di un faccia a faccia con Veltroni.

Intanto il leader Pd prosegue il suo tour siciliano, arrivando a Caltanissetta, davanti a una platea di imprenditori e sindacalisti dell'associazione antiracket, che tre anni fa si ribellarono alla criminalità mafiosa, dando vita a una "nuova primavera". "Se vinceremo le elezioni -ha detto tra le altre cose Veltroni-, il governo che faremo farà della lotta contro la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta uno dei suoi obiettivi principali. Una priorità non solo perché eticamente giusto, ma perché serve per la crescita economica". Poi il segretario è tornato ad attaccare la politica siciliana: "Il voto di scambio non è necessariamente quello uno a uno. C'è un maxivoto di scambio che è fatto di coincidenze: io tengo la società imbrigliata, impossibilitata a sviluppare le sue potenzialità e apro a te, mafia, una autostrada per l'esercizio del potere di controllo. Questa è una cosa che deve essere rotta".








Fonte: pubblicato il


Torna su