Boicottaggio Giochi Olimpici 2008: Nicolas Sarkozy lo minaccia mentre Bush non lo considera

Il presidente francese prende posizione sulla vicenda tibetana, e minaccia di boicottare le olimpiadi

Sarkozy si appella al senso di responsabilità delle istituzioni cinesi. I diritti umani dovrebbero essere inviolati ed inviolabili e far finta di niente non risolverà la terribile situazione in cui versano popoli in crisi, come i monaci e i protestanti repressi a Lhasa e nel resto della regione.

Queste le circostanze che il presidente francese ha tenuto in considerazione prima e dopo essersi rivolto al mondo attraverso una conferenza stampa rilasciata a Tarbes, nel sud della Francia: “Voglio che il dialogo cominci. Io misurerò la mia risposta dopo aver analizzato il seguito che questa richiesta avrà sulle autorità cinesi. Penso che questo sia il modo di ottenere qualche risultato”.

Un vero e proprio “tuono a ciel sereno”, proprio nel day-after della partenza della fiaccola olimpica della culla greca, che fa tremare Pechino ed il suo stato maggiore. Come altri governi occidentali, per il momento la Francia non ha specificato l’idea di boicottare le Olimpiadi, anche se il suo ministro degli Esteri Bernard Kouchner ha chiesto alle autorità di Pechino di porre fine alla “repressione” delle proteste nella regione.

Dal canto suo la Cina si difende definendo “vergognoso” il tentativo attuato da attivisti filo-tibetani di bloccare la cerimonia di accensione della fiaccola olimpica: “Chi disturba i Giochi è impopolare”, ha poi aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri.  Insomma una dura condanna del portavoce Qin Gang in merito alle proteste in favore del Tibet: “Ogni atto volto a impedire il passaggio della torcia è disonorevole”.

I media cinesi hanno completamente ignorato le proteste a Olimpia. La televisione ha tagliato le immagini e i giornali non le hanno menzionate nei lunghi servizi dedicati alla cerimonia. “Noi ci opponiamo in modo risoluto ad una politicizzazione da parte di singoli individui e di Paesi dei Giochi Olimpici”, ha detto ancora Qin Gang il quale non ha neanche nominato direttamente il Tibet, limitandosi a dire che Pechino si oppone “a collegare altre questioni ai Giochi Olimpici”. “Questo viola lo spirito Olimpico e non è giusto nei confronti della Cina e degli sportivi di tutto il mondo - ha aggiunto - speriamo che le organizzazioni interessate assumano un atteggiamento responsabile”.





Fonte: pubblicato il


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