Alitalia: sindacati chiedono chiarimento situazione. Di pietro accusa Berlusconi di insider tradingi

I Sindacati vogliono condizioni più favorevoli per l'acquisizione di Alitalia, Di Pietro accusa Berlusconi e Padoa Schioppa parla di un tempo finito per la compagnia di bandiera

Secondo il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, il “ricatto” del commissariamento “è un giochetto puerile del governo” nel quale non vuole entrare.

“La responsabilità è tutta del governo che ha avallato un piano e un trattativa senza rivelare a nessuno i punti irrinunciabili che aveva posto – incalza Bonanni.- Questo non va bene, perché le azioni Alitalia sono un possesso pubblico e non privato”.

Luigi Angeletti che chiede al presidente di Air France Jean Cyril Spinetta di presentarsi al tavolo di martedì “con condizioni meno gravose per il sindacato”.
“Se la trattativa fallisce – avverte- è colpa di Air France che non vuole fare l’accordo”.

Prosegue intanto il lavoro del presidente di Air France che sta mettendo a punto il documento in attesa dell’incontro di martedì dove, con ogni probabilità, prsenterà un piano con dei lievi aggiustamenti ma senza uno stravolgimento del progetto originario.

Il sindacato chiede invece segnali concreti: tagli agli esuberi del 40% tra piloti, assistenti di volo e personale di terra, per un massimo di 1.100 unità, per la Uilt. Solo esuberi transitori, acquisto dell’intero pacchetto Az Fly e Az Service e aumento della flotta di lungo raggio, per la Filt.
Via libera dei sindacati, invece, alla richiesta del patron di Airone, Carlo Toto, di vedere i conti della compagnia.


Sul fronte politico, mentre Walter Veltroni continua a sostenere che “la vicenda Alitalia andrebbe gestito con spirito bipartisan”, è Antonio Di Pietro a rianimare il dibattito.

L’ex pm se l’è presa in particolare con Silvio Berlusconi e sulla sua discesa in campo a favore della cordata italiana. “Queste operazioni prima si fanno poi si annunciano - ha commentato -. Annunciare per creare distorsione del mercato è un reato e io ritengo che farlo soprattutto sotto elezioni sia immorale e illegale”.

Ed anche Pierluigi Bersani sferza il Cavaliere: “Capisco le esigenze elettorali, ma ci vuole senso di responsabilità. Noi siamo agli sgoccioli e non per colpa del governo Prodi: nei cinque anni di governo Berlusconi Alitalia è andata nel rosso profondo. Cerchiamo di essere tutti responsabili: dobbiamo trovare presto una soluzione, altrimenti si va ad un commissariamento con esiti non valutabili”.

“Tutta Europa sapeva che la cordata partiva da Prodi e finiva in Air France” osserva invece Giulio Tremonti. Per questo, aggiunge l’ex ministro dell’Economia, “se a fianco dell’ipotesi Air One emergesse una cordata di industriali anche non italiani, sarebbe una cosa ottima”.

“Guardiamo con attenzione all’iniziativa di Silvio Berlusconi, molto forte, molto concreta - dice il leghista Roberto Maroni.- Siamo certi che se questa cordata ci sarà, terrà in giusto conto le sorti di Malpensa, a differenza di quanto ha fatto Air France” che, ha sottolineato l’esponente del Carroccio , “ha solo l’interesse a chiudere Malpensa per togliere un concorrente a Parigi”.

Intanto, per il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, siamo di fronte ad un’ “estremamente drammatica e sorprendente perdita di senso della realtà” perché mentre “la gente continua a sognare che ci sia ancora tempo, che ci siano compratori alternativi e soluzioni alternative”, Alitalia “ha ossigeno per poche settimane”.








Fonte: pubblicato il


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