Dalai Lama-presidente cinese Hu Jintao: l'incontro si può fare ma vengono adottate due condizioni

L'incontro tra la massima autorità spirituale del Tibet ed il presidente cinese avverrà, ma quest'ultimo ha fissato due condizioni vincolanti

Pechino non nega un incontro al Dalai Lama ma pone due condizioni: il leader spirituale tibetano deve mettere fine alle sue attività separatiste e deve riconoscere che Tibet e Taiwan fanno parte della Cina.

Attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, Qin Gang, Pechino ha fatto sapere che spera che il Dalai Lama "possa capire la situazione attuale e faccia più cose benefiche per il popolo del Tibet, invece di agire in tutt'altra direzione". Qin ha poi ribadito che i sostenitori del Dalai Lama "hanno ideato e organizzato" la recente rivolta in Tibet e il Dalai Lama "non può scrollarsi di dosso la sua responsabilità".

Il premio Nobel per la Pace, nel corso di una conferenza stampa a Dhramsala, in India, sede del governo in esilio, si è detto disposto all'incontro anche a Pechino ma solo se riceverà "concreti segnali" della disponibilità al dialogo, altrimenti sarebbe "contento" di vedere i leader cinesi "in qualsiasi altro posto".

Per quanto riguarda le vittime delle violenze degli ultimi giorni, il leader spirituale tibetano ha detto: "Non conosciamo le cifre esatte. Alcuni dicono che i morti sono dieci, altri cento. Io sono rattristato dal fatto che ci siano state tante vittime".





Fonte: pubblicato il


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