Sei milioni di italiani in meno in vacanza quest'anno

“La recessione, nella quale l’Italia si dibatte, ha fortemente penalizzato i consumi turistici degli italiani”

“La recessione, nella quale l’Italia si dibatte, ha fortemente penalizzato i consumi turistici degli italiani”. È questo l’amaro commento del Presidente della Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, alla lettura dei dati sul turismo presentati oggi dalla Federazione.

“Perdere 6 milioni di italiani solo nei mesi estivi e ridimensionare di oltre 4 miliardi di euro il fatturato vacanze 2005, rispetto all’anno scorso, -prosegue Bocca- rappresenta una ‘Caporetto’ per tutti: imprenditori del settore e mondo politico. La situazione, purtroppo, rischia di portare al collasso il sistema turistico nazionale e di svilire l’immagine del Paese nei confronti della concorrenza mondiale.

“A questo punto necessitano vere misure urgenti. Non c’è più margine per compromessi se vogliamo avere una prospettiva di rilancio già per il 2006. Occorre -propone il Presidente degli albergatori italiani- stringere un patto con il governo e le forze sociali per contenere prezzi e tariffe di tutta la filiera del turismo, per ridurre la crescita dei costi per le imprese e favorire l’occupazione con interventi di sostegno.

“La Legge Finanziaria per il 2006 deve affrontare con coraggio iniziative in campo fiscale, infrastrutturale e della promozione. Occorre allineare l’Iva a quella dei nostri principali competitori (Francia e Spagna), orientare allo sviluppo turistico le infrastrutture nel Mezzogiorno, destinare alla promozione investimenti importanti.

“Esistono le condizioni per la ripresa. Il nostro Paese conserva, infatti, intatto il suo appeal sul mercato estero, al punto che l’incremento del 2,8% nei primi 5 mesi dell’anno nei pernottamenti alberghieri degli stranieri, soprattutto delle città d’arte, testimonia il buon rapporto qualità/prezzo della nostra offerta.

“Bisogna, insomma, -conclude Bocca- dimostrare con i fatti di credere in questo settore economico, abbandonato dall’interesse centrale del Governo, abbandonato dall’interesse collettivo delle Regioni, abbandonato a se stesso… quasi che 2 milioni di occupati annui ed il 12% del Pil fossero poca cosa”.





Fonte: pubblicato il


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