Unione per il Mediterraneo approvata da Ue: le nazioni partecipanti e che cosa farà esattamente

Approvato, in versione riveduta e corretta, il piano proposto dal presidente francese Nicolas Sarkozy

L'iniziativa si chiamerà ufficialmente: "Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo", e includerà tutti gli Stati membri dell'Ue e i paesi non Ue che si affacciano sul "mare nostrum".

Si tratterà, in pratica, di "una sorta di rilancio del processo di Barcellona", ha detto il premier sloveno e presidente di turno del Consiglio, Janez Jansa, durante la conferenza stampa finale della prima giornata del vertice.
E' stata la mediazione del cancelliere tedesco, Angela Merkel (con il contributo di Prodi e Zapatero), a trasformare l'avventato progetto di Sarkozy - potenzialmente dirompente, a livello istituzionale, per l'Ue, e osteggiato da buona parte dei suoi Stati membri - in un'iniziativa franco-tedesca accettabile e condivisibile per tutti i Ventisette.

Il processo di Barcellona, o partenariato euromediterraneo, fu fondato nella città catalana nel 1995, ed è l'unico foro di cooperazione internazionale in cui siedono attorno allo stesso tavolo Israele, l'Autorità palestinese, il Libano e la Siria. Si articola in tre livelli: un dialogo politico e sulla sicurezza, un partenariato economico e finanziario e un partenariato socio-culturale. Ma il "processo" non è non è mai veramente decollato, soprattutto a causa delle tensioni dovute al protrarsi (o all'aggravarsi) del conflitto israelo-palestinese. Secondo Jansa, la nuova iniziativa "non sostituirà" il partenariato Euromed, ma "lo migliorerà con nuove iniziative" e con nuovi finanziamenti. In ogni caso, ha precisato il presidente di turno del Consiglio Ue, l'Unione per il Mediterraneo "non ha l'ambizione di risolvere il conflitto israelo-palestinese", anche se è vero che quest'ultimo ha pesato su tutto il processo di Barcellona.

In altre parole, l'estemporanea e velleitaria iniziativa di Sarkozy rientra saldamente nel quadro istituzionale e procedurale comunitario: vi parteciperanno tutti i paesi Ue (e non, come si temeva, solo gli Stati membri costieri mediterranei); non si tratterà di una "Unione" (nel qual caso si porrebbe il problema del rapporto "gerarchico" con l'altra Unione, già esistente e operante, quella europea), ma di un partenariato, che è cosa ben diversa; non si tratterà neanche di un'iniziativa del tutto nuova, ma di una revisione/riattivazione del processo di cooperazione di Barcellona già esistente; infine, l'inserimento senza sbavature nell'alveo istituzionale Ue è sottolineato dal fatto che le proposte di attuazione saranno elaborate e presentate dalla Commissione europea (che è guardiana dei Trattati e ha il monopolio dell'iniziativa legislativa comunitaria).

In questo contesto, a Sarkozy resterà la possibilità di promuovere come suo il progetto, con fanfare e grancasse, durante il solenne summit in cui sarà lanciata l'iniziativa a Parigi, all'inizio del semestre di presidenza francese dell'Ue. I Ventisette gli lasciano la possibilità di gestire l'immagine e la comunicazione (la propaganda, si sarebbe detto in altri tempi) dopo aver pesantemente modificato la sostanza della proposta originaria.





Fonte: pubblicato il


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