Georgia e Ucraina nella Nato: l'entrata potrebbe avvenire ad Aprile. Russia preoccupata

La Russia ancora una volta preoccupata per lo scudo atlantico dopo la decisione di Georgia e Ucraina di entrare a far parte della Nato

Il portavoce dell'Alleanza James Appathurai ha dichirato: "La Nato ritiene che vale la pena considerare le proposte che la Federazione russa ha fatto agli Usa sullo scudo". E brucia ancora l'appoggio statunitense alla indipendenza del Kosovo.

Ma pare che i motivi di tensione con l'Occidente non siano finiti qua.

Sul versante Atlantico un'altra minaccia si propetta per la Federazione russa, che nel tentativo di mantenere un equilibrio al suo interno e nell'area di influenza dell' ex Urss, deve ora vedersela con la paventata entrata nell'Alleanza atlantica di Georgia e Ucraina. Tbilisi e Kiev sperano infatti di essere ammesse al Membership action plan (Map), il primo passo verso l'adesione piena alla Nato, attraverso un invito ottenuto dall'Alleanza con l'aiuto delle pressioni degli Stati Uniti. L'occasione è offerta dal summit che si terrà a Bucarest il 2-4 aprile, a cui è stato invitato lo stesso Putin.

In particolare è l'adesione di Tbilisi a creare gravi problemi. La Georgia è ormai indipendente dal 1991, ma ha al suo interno due province secessioniste, la Abkhazia e la Ossezia del Sud, che mordono il freno. Nel biennio 1991-92 hanno rivendicato una separazione de facto dalla Georgia, sostenute anche dall'esercito russo, ma le truppe governative hanno combattuto contro gli indipendentisti fino al "congelamento" del conflitto, benché sporadicamente si torni a combattere in quelle aree.

Una adesione della Georgia alla Nato comporterebbe a ruota la ripresa del percorso di secessione delle due province, proprio al confine con la Russia, e potrebbe innescare l'effetto domino sugli stati facenti parte integrante della Federazione russa.


"Tale allargamento della Nato è un grosso problema" ha dichiarato l'ambasciatore russo presso l'Alleanza Atlantica, Dmitri Rogozin "e genererà un conflitto di interessi tra Russia e Stati Uniti". Infatti, in caso di secessione, Mosca si impegnerebbe con tutto il suo peso politico in una campagna diplomatica per il riconoscimento internazionale delle due regioni, prospettiva che spaventa gli alleati occidentali di Tbilisi che spingono per l'integrità territoriale della Georgia.

Ad avvalorare la tesi russa, le modalità con cui è stato indetto il referendum organizzato nel dicembre scorso dal presidente georgiano Sakaashvili, che ha sì ottenuto un plebiscito a favore dell'entrata del Paese nella Nato, ma "si è tenuto in tutto il territorio georgiano tranne che in Abkhazia e Ossezia del sud" come ricordato da Rogozin.

La Nato "non va a caccia" di nuove adesioni, ha tenuto a precisare Appathurai in un ponte video tra Mosca e Bruxelles, sottolineando che nessuna decisione è stata ancora presa in merito all'adesione di Georgia e Ucraina. "Ma in ogni caso" ha sottolineato "le decisioni di questo genere vengono prese esclusivamente dai membri della Nato e nessun altra nazione ha facoltà di veto". Eppure resta il fatto che "Le nostre porte sono aperte ai nuovi membri e alla nuove democrazie in Europa che vogliano esercitare il diritto di congiungersi all'Alleanza".

Al vertice di Bucarest la Nato si aspetta risultati positivi dalla partecipazione di Putin, al quale viene per l'occasione prospettata una cooperazione in Afghanistan attraverso un accordo di transito tra Russia e Nato, oltre alla prospettiva di espndere la cooperazione in materia di formazione congiunta di specialisti nel campo della lotta contro il traffico di droga.

Sembrerebbe che in Europa prevalga comunque la linea di "distensione" verso il gigante russo, con il quale i motivi di attrito non mancano a prescindere dalla vicenda della Georgia. Infatti dalla riunione ministeriale esteri della scorsa settimana dei 26 Stati membri dell'Alleanza non è uscita una posizione unanime sulla questione. Diversi paesi, tra cui gli Usa, hanno espresso scetticismo circa il livello di preparazione politica di Georgia e Ucraina, ritenuto ancora insufficiente, e si sono pronunciati a sfavore di un eventuale sì alla integrazione atlantica, ritenuto una inutile provocazione all'indirizzo di Mosca.

I futuri rapporti tra Russia e Occidente saranno dettati solamente dal prossimo incontro Nato-Russia.








Fonte: pubblicato il


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