Diliberto lascia il posto ad un operaio Thyssen Group . Quali sono le motivazioni reali?

Cosa c'è dietro il disinteressato lascito del segretario Diliberto all'operaio della Thyssen?

Se inizialmente per l'operaio della Thyssen Krupp Ciro Argentino non sembrava esserci posto tra gli elenchi dei candidati rosso-verde ("per calcoli complicati ma imprescindibili", spiegavano dal partito), alla fine è stata la scelta del segretario del Pdci Diliberto di rinunciare a correre per la Camera ad aprirgli l'ascesa a Montecitorio. Così il sindacalista Fiom-Cgil, da sempre militante comunista, sarà capolista della Sinistra in Piemonte, in concorrenza con il collega candidato dal Pd Antonio Boccuzzi. "I comunisti sono diversi da tutti gli altri, per questo il segretario del Pdci ha deciso di lasciare il Parlamento, senza alcun paracadute", ha dichiarato Diliberto in conferenza stampa, aggiungendo: "non sarò candidato da nessuna parte" perché "la politica si può fare anche fuori dalle istituzioni, per questo continuerò a fare il segretario del Pdci, ma ci sarà un operaio in più in Parlamento".

Fine della polemica? Probabilmente si, ma non senza strascichi, almeno a giudicare da come il caso sia montato nelle ultime ore e dal fuoco di fila scaricato contro la casa rossa dal partito di Veltroni. In mattinata, quando filtra la notizia che Argentino non sarebbe stato candidato, gli esponenti più a sinistra della formazione democratica sono scattati al contrattacco. Prima Vincenzo Vita, che ha chiesto "come mai proprio la Sinistra arcobaleno non privilegi gli operai?", sottolineando come il caso Argentino dimostrasse "la strumentalità delle critiche rivolte al Pd", le cui liste invece testimoniano "un forte segno di novità" oltre che "la capacità di rappresentare la società italiana". Poi è stata la volta di Paolo Nerozzi, sindacalista della Cgil che ha compiuto il passaggio dalla Sinistra democratica di Fabio Mussi al partito di Veltroni, per il quale è candidato al Senato. "Perché nessuno alza un dito contro l'esclusione di Ciro Argentino?", ha chiesto agli ex compagni di partito, difendendo il Pd per aver mantenuto la parola data portando in Parlamento tanti lavoratori come Antonio Boccuzzi. Insieme a lui, anche il collega Achille Passoni ha sparato a zero sugli avversari: "se dovessimo usare il loro stesso metro dovremmo dire che tra Diliberto e l'operaio Ciro Argentino nelle liste della Sinistra arcobaleno uno dei due era di troppo. L'operaio", ha detto serafico il sindacalista della Cgil.

Accuse dirette a cui la stessa Sinistra ha risposto con un coro di voci. Franco Giordano, segretario di Rifondazione, ha parlato di "una polemica immotivata e infondata" perché "la condizione operaia si difende e si rappresenta con le politiche adeguate e coerenti". A mettere ulteriori puntini sulle i, citando nomi e cognomi, ci ha pensato anche il responsabile economico del suo partito, Maurizio Zipponi: "nelle liste della Sinistra Arcobaleno sono candidati decine di esponenti del movimento operaio come il ministro della Solidarietà Sociale (Paolo Ferrero, ndr), ex operaio Fiat", ha detto Zipponi. All'attacco dei sindacalisti neo Pd, il deputato di Rifondazione ha risposto a tono: "la realtà - ha detto Zipponi- è che Nerozzi non sa più come giustificare la presenza di candidature nelle liste Pd incompatibili con qualsiasi idea di sinistra, da Calearo a Colaninno". Sul nuovo ruolo del segretario confederale, poi, Zipponi non risparmia la polemica: "invece di muovere accuse ridicole Nerozzi dovrebbe spiegare perchè dopo aver assicurato pubblicamente appena tre mesi fa che mai e poi mai sarebbe entrato nel Pd, ha poi improvvisamente cambiato idea di fronte all'offerta di candidatura avanzata proprio nel momento in cui sta per scadere il suo mandato nella Cgil", ha chiesto retoricamente.

E il diretto interessato? Argentino prima della decisione del segretario di rinunciare alla candidatura per lasciargli il posto, commentata con un sentito "sono commosso", aveva fatto quadrato intorno al partito. "Ho scelto volontariamente di non candidarmi alle elezioni politiche per evitare qualunque strumentalizzazione della vicenda della Thyssen a fini elettorali", aveva detto, contrattaccando i democratici "con le parole usate da Bertinotti: tra Calearo e Boccuzzi ce n'è uno di troppo. E non lo dico per disciplina di partito".
Argentino ha poi messo in guardia il collega di lavoro Boccuzzi, "lì (nel Pd, ndr) sarà isolato in un gruppo parlamentare che non si occuperà delle istanze dei lavoratori, perchè la sua candidatura -sostiene- è stato un colpo di teatro, di avanspettacolo, da parte di Veltroni". Nessun rammarico verso i compagni di partito, perché "ci sono delle logiche politiche. La Sinistra Arcobaleno è una nuova formazione che mette insieme quattro partiti che devono mediare tra di loro", ha spiegato a chi lo interrogava sulla decisione iniziale di candidare Diliberto al suo posto. "E' anche ovvio -aggiungeva- che si muovano per una riconferma del gruppo dirigente". Sul suo futuro Argentino precisava che l'obiettivo doveva essere quello di impegnarsi a fianco del sindacato come parte civile nel processo a Torino, girando l'Italia "per portare avanti la battaglia sui diritti e la sicurezza dei lavoratori".

Il gesto del segretario comunista, dice chi lo conosce, potrebbe avere diverse motivazioni. Forse la candidatura alle elezioni europee dell'anno prossimo? Oppure, rimanendo entro i confini nostrani, una ricompensa politica: un gesto così altruistico e disinteressato costringerebbe infatti gli alleati a trovargli una collocazione alternativa.





Fonte: pubblicato il


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