Imprenditoria femminile: le donne a capo di aziende sono 1,2 milioni soprattutto al centro-sud

Italia paese di donne manager. Secondo una ricerca dell'Osservatorio dell'Imprenditoria femminile, le donne manager in Italia sarebbero oltre 1,2 milioni

La ricerca, condotta dall'Osservatorio dell'Imprenditoria femminile 2007, rileva, soprattutto, che le donne imprenditrici crescono due volte piu' della media nazionale. Questo testimonia del fatto che se il mondo del lavoro fa fatica ad offrire opportunita' adeguate, le donne italiane comunque non si sentono da meno dei loro compagni uomini e dimostrano una voglia di affermazione anche superiore, decidendo di avviare una propria attivita' economica indipendente.

In che settori crescono? Un po' ovunque: non solo nelle attivita' piu' tradizionalmente esercitate dalle donne, come il commercio, la cura della persona e l'istruzione, ma anche e in modo crescente nei servizi: dai servizi alle imprese (intermediazione immobiliare, informatica, ricerca: +4,5% nell'anno), alla ristorazione e all'accoglienza (+1,9%), senza trascurare attivita' piu' 'maschili' come le costruzioni (+7,5%) o i trasporti (+1,8%).

Pur rimanendo consistente (quasi 260mila imprese, piu' del 20% del totale delle imprese femminili), si va invece lentamente riducendo la quota di imprese rosa nell'agricoltura (-2,3% nei dodici mesi del 2007). In termini relativi, l'area a piu' alta concentrazione di imprenditrici donne si conferma il Mezzogiorno (457.189 imprese, il 26,6% del totale delle imprese attive dell'area), seguita dal Centro dove le imprese femminili sono il 25,2% del totale.

"Sono dati utili - afferma Patrizia De Luise, membro della giunta nazionale di COnfesercenti - perche' ci consentono di capire come migliorare il rapporto delle donne con il mondo del lavoro. Se analizziamo le nuove imprese ci rendiamo conto come la maggioranza sia composta da donne. E' anche una risposta all'inoccupazione, dal momento che molto spesso le donne rientrano in un percorso lavorativo dopo uno step fatto magari in conseguenza di una gravidanza.

Questi dati ci consentono poi di capire come meglio orientare le donne in imprese meno inflazionate e meno a rischio di insoddisfazione. La donna imprenditrice infatti ha gli stessi problemi di una donna impegnata in un lavoro dipendente e anche di piu' dal momento che l'attivita' imprenditoriale non consente cosi' facilmente alla donna di svincolarsi dal lavoro. E' importante quindi - conclude la De Luise - agire meglio affinche' si possano dare alle donne strumenti adeguati per aprire nuove imprese.





Fonte: pubblicato il


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