Tiscali: buoni risultati trimestrali in crescita. Quali i possibili acquirenti a questo punto?

Quali sono le aziende interessate all'acquisto dell'operatore telefonico? Eccole

Tiscali desta l'attenzione del mercato per via delle giornate in Borsa, ma anche e soprattutto per via di una sibillina frase del comunicato stampa.

“Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali ha ribadito la volontà della Società di perseguire gli obiettivi individuati nel Piano Industriale e – riporta la nota della società - al tempo stesso di esplorare le opzioni di ulteriore generazione di valore per gli azionisti connesse con il processo di consolidamento nel comparto delle telecomunicazioni in corso in Europa”. Insomma, seppure in termini vaghi le varie indiscrezioni di mercato su prossimi acquirenti del gruppo attualmente controllato da Renato Soru con il 25% del capitale sembrano confermate.

Finora gli analisti hanno scommesso su grandi gruppi come Vodafone, Sky o anche Fastweb. Se si considera che Fastweb è recentemente finita sotto il controllo di Swisscom, ciascuna di queste tre opzioni rappresenterebbe l’ennesima fine di un operatore delle telecomunicazioni italiano nel portafoglio di una società straniera. Se, infatti, Telecom Italia ha per azionista singolo di riferimento Telefonica e Sky è controllata dal gigante dei media internazionali Rupert Murdoch, a questo punto Tiscali rimane l’ultima bandierina italiana delle tlc.

Sorprende, infatti, che, dopo i numerosi bronci sul caso della vendita di Alitalia ad Air France, non si sia ancora levato un solo sospiro nazionalistico sulla fuga delle tlc made in Italy all’estero. Si obietterà che un pool di banche e investitori finanziari ha complessivamente una quota maggiore degli spagnoli in Telecom Italia e che Tiscali per ora è ancora sotto il controllo di Renato Soru, ma per quanto ancora queste barriere resisteranno?

L’intervento di Carlo De Benedetti - tramite il fondo M&C l’Ingegnere ha sottoscritto obbligazioni convertibili nel 6,9% del capitale di Tiscali - appare dunque provvidenziale. Propizie sarebbero anche le voci su Mediacom, fantomatica società che potrebbe nascere da una fusione fra Mediaset e Telecom. Il parallelismo delle due operazioni (e la loro equidistanza politica) non ha però trovato ancora alcuna conferma nel mercato e solo qualche movimento in Borsa, bollato in seguito come la solita speculazione, ha mandato segnali in questa direzione.


Su Tiscali che oggi ha pubblicato un bilancio 2007 con ricavi in crescita del 34% (a 910 milioni), un ebitda in aumento del 60% (a 160 milioni di euro) e soprattutto un debito sceso a 640 milioni.

“La posizione debitoria netta – riporta ancora il comunicato della società - sarebbe di circa 490 milioni di euro, rappresentata da circa 160 milioni di risorse liquide e da circa 650 milioni di debito finanziario, di cui oltre 600 milioni a medio-lungo termine”. I clienti della società sono cresciuti del a oltre 547 mila in Italia (30 mila nell’ultimo trimestre) e a 1,73 milioni nel Regno Unito. Il gruppo sembra dunque davvero avere completato la fase di rinnovo avviata due anni fa con la focalizzazione sui mercati italiano e britannico e con la ristrutturazione della propria situazione patrimoniale.

Sarebbe dunque strano, a questo punto, che nel pieno del processo di convergenza delle telecomunicazioni europee qualche forte offerta italiana o straniera non si materializzasse.








Fonte: pubblicato il


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