Grandi intese dopo le elezioni: Casini disponibile per fare riforme economiche, sociali e politiche

Il leader dell'Udc tiene a precisare la situazione della sua disponibilità verso gli altri partiti, in special modo con il Pdl

Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, ospite di ‘Unomattina’, afferma la linea del suo partito rispetto all’ipotesi di una grande coalizione dopo il voto del 13 aprile.
“E’chiaro che Berlusconi e Veltroni la vogliono fare- spiega.- Questo è chiaro a tutti gli italiani, è un’idea che c’è”.

Ma per il l’ex presidente della Camera la discriminante è rappresentata dal programma del suo partito “basato sulla difesa di alcuni valori e su un progetto di modernizzazione del Paese”.
“Se su queste linee c’è un’intesa in Parlamento – precisa- concorreremo”.

Casini chiarisce quindi la differenza tra lui e gli altri candidati premier, Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, e alle “promesse che non si possono mantenere”, contrappone “un percorso di impegno e doveri”: “Io- puntualizza- non farò alcuna promessa che varrà lo spazio di un mattino”.

E sui contrasti fra lui e il Cavaliere puntualizza: “Non c’è una polemica tra me e Berlusconi. C’è una polemica ossessiva di Berlusconi nei miei confronti che tradisce nervosismo nella campagna elettorale”.

“Mi viene da sorridere - spiega Casini - quando Berlusconi dice che un voto dato a noi è un voto dato a Veltroni: l’inciucio con Veltroni lo vuole fare lui, non io. L’idea della grande coalizione - dice – l’ha avuta lui. Mi sembra che confonda i suoi desideri con una realtà che riguarda altri”.


Quindi chiarisce di non considerare Berlusconi un avversario politico così come non considera un avversario politico Veltroni: “Per me Berlusconi è un interlocutore importante con cui polemizzare se c’è motivo ma non con questa ossessività”.

Quanto ad un accordo con la Rosa Bianca in vista delle elezioni, il leader dell’Udc interviene sullo stato della trattativa e spiega che “si lavora per unificare il centro con un dialogo che mi sembra fattivo”.

“Se sarà possibile creare una convergenza bene,- sottolinea- altrimenti vorrà dire che marceremo divisi per colpire uniti”.
Casini ribadisce comunque che “gli obiettivi sono gli stessi”: “Intendiamo dare visibilità all’area di centro che non sia un’operazione nostalgia, bensì finalizzata a proiettare un disegno nell’Italia di domani”.

Infine, Casini torna sull’ accordo scritto in Sicilia con l’Mpa di Raffaele Lombardo e nega che ci siano delle contraddizioni tra questo e la situazione delle alleanze a livello nazionale.
“L’Udc – spiega- ha sempre collaborato con Lombardo e non ha alcuna difficoltà a collaborare con lui oggi. Berlusconi sarà votato a livello nazionale dalla sua coalizione ed io dall’Udc”.
“Le alleanze locali - prosegue - sfuggono la classificazione nazionale. Dove hanno governato bene continueranno a governare e questo capita anche in altre realtà come la Lombardia e il Veneto”.

Nessuna confusione quindi nell’elettorato, almeno per quello dell’Udc. Più probabile, invece, per gli elettori di Forza Italia “visto che prima volevano Micciché e Prestigiacomo mentre poi sono venuti sulla nostra ipotesi di Lombardo. Ma questo è un problema che riguarda Forza Italia”.





Fonte: pubblicato il


Torna su